Interview: Re Del Kent

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il Re Del Kent, band di Milano che pubblica oggi un nuovo singolo dal titolo Bianco e Nero. Un nuovo importante capitolo in attesa del disco di debutto, un brano che gioca con i contrasti: il contrasto tra le parole, i suoni e le emozioni, tra il bianco e nero. Un nuovo inno alla rabbia e all’insicurezza che ci circondano che descrive un mondo dove prevalgono ingiustizie ed i meriti non esistono più, dove tutto sembra o bianco o nero, dove non esistono sfumature, colori, modi o soluzioni per cercare di cambiare o realizzare qualcosa.

Vi riconoscete nella scena rock italiana (simil The Zen Circus, Ministri, Fast Animals and Slow Kids)? Ascoltate qualcuna di queste band in particolare?
Diciamo che sarebbe bello fare parte di questa scena e questi tre gruppi sono stati abbastanza punti di riferimento, in particolare per alcuni di noi. Giusto per dare un’idea direi che ci avviciniamo soprattutto ai primi Ministri, quelli più grezzi dei “soldi sono finiti”… Anche se Omar sta avendo una svolta tipo gli ultimi FASK e sta iniziando a scrivere anche canzoni d’amore, le canzoni di “odio” rimangono comunque abbastanza radicate in noi.

Quali sono le vostre influenze musicali più in generale? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Sicuramente la scena indie di 10/15 anni fa, di cui si parlava prima, ha fatto molto. Si potrebbero aggiungere anche altri nomi ovviamente, tipo Teatro Degli Orrori, Verdena, After o TARM. Anche se alla fine il gruppo che ci lega di più sono i Nirvana probabilmente. Come ascolti generali comunque siamo abbastanza variegati c’è chi ascolta più metal, chi va a sentire gli Eugenio in Via di Gioia, chi ci ha fatto conoscere i Kuadra e chi segue molto la scena alternativa British e oltreoceano.

Questo brano dal titolo Bianco e Nero anticipa il vostro disco di prossima uscita. Cosa dovremmo assolutamente sapere prima di ascoltarlo?
C’è da sapere che si chiamerà “Sottocultura”, ci abbiamo messo più tempo a decidere il titolo che a comporre e registrare i pezzi e che va molto controtendenza rispetto la musica che va di moda oggi. Una cosa di cui siamo particolarmente fieri è che nonostante le varie influenze abbiamo trovato un nostro stile e una nostra identità e difficilmente il disco suonerà come una brutta copia dei sopra citati. Ovviamente arriverà anche per noi la svolta Trap un giorno…

Come vi siete conosciuti, e come avete iniziato a fare quello che fate?
Diciamo che il gruppo nasce dalle ceneri dei (mai nati ufficialmente) “Total Rickall”, nome che non si ispira al film ma a un episodio di Rick & Morty. Dario e Omar si sono conosciuti in sala prove e una volta andato a rotoli il progetto dei Total Rickall hanno trovato un annuncio di un batterista disperato, Max. Il quale ha avuto la bella idea di portare Dani nel gruppo, il suo project manager a lavoro. Ovviamente non lavorano più insieme… Abbiamo iniziato a fare quello che facciamo come qualsiasi persona inizia a fare qualcosa che gli piace e nel giro di qualche mese ci siamo ritrovati a registrare un ep. Quindi perché non continuare e fare pure un album?

Esiste davvero una scena musicale a Milano? Chi ne fa parte?
Si bè possiamo dire che Milano ha una sua scena musicale. Diciamo che grazie ai vari centri sociali, circoli culturali ed altri locali che fanno musica di un certo tipo è sempre stata abbastanza all’avanguardia ed ha sempre spinto anche musica alternativa, indie e pure quella più di nicchia. Ovviamente ci sono diversi gruppi che fanno parte del giro da anni e che si sono fatti una bella gavetta ai tempi… Sicuramente entrare in quel giro come spalla non sarebbe male.

Qual è la domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?
Perché Re del Kent? Domandona standard, a cui stavolta non risponderemo, visto che non è stata fatta. Quindi chiudiamo ringraziandovi e speriamo di tornare presto live, che è il motivo principale che spinge a fare musica… E soprattutto perché ci manca fare serata! Ciao ragà

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