Dumbo Gets Mad – Quantum Leap
GENERE: ’70 psychedelic rock, pop.
PROTAGONISTI: Luca (voce, chitarra, psichedelia) Carlotta (voce, tastiere, psichedelia).
SEGNI PARTICOLARI: Dopo “Elephants At The Door”, i Dumbo Gets Mad tornano alla ribalta con il loro secondo album in studio, “Quantum Leap”. Il disco può essere considerato tranquillamente il naturale successore del precedente, anche se stavolta il duo reggiano è riuscito a variare ancora di più con il suono, ottenendo un lavoro corposo e davvero eterogeneo.
INGREDIENTI: Immaginatevi di fare un viaggio nell’America degli anni ’70, di fermarvi a chiaccherare al banco del pesce nella Chinatown di qualche grande città californiana, di scatenarvi sulla dance floor di un disco club di Los Angeles dalle sonorità estremamente boogie, oppure di trovarvi nel bel mezzo di una festa hippie sulle sabbie di Venice Beach. Ecco, tutto questo è “Quantum Leap”.
DENSITA’ DI QUALITA’: La poliedricità del disco si percepisce sin dalle prime battute. L’ascoltatore si trova letteralmente catapultato sulle note esotiche di ‘Before Kiddos Bath‘, un miscuglio di suoni che riporta a un dolce bagno di bolle di sapone. E via, fuori dalla vasca, ci si siede subito al tavolo di un ristorantino indiano con Indian Food‘, dove a crare l’atmosfera ci pensano i giochi di voce di Carlotta e Luca. Si passa quindi alla nostalgia di ‘American Day‘, pezzo che fa percepire quanto sia difficile lasciare L.A . e le sue lunghe calde spiagge. Abbandonando i suoni dream-pop di ‘South Africa‘ , si arriva al primo singolo estratto dal disco, ‘Radical Leap‘, in cui sono i suoni evanescenti e le perfette escalation vocali a fare da padroni. Una delle caratteristiche principali dello stile dei Dumbo Gets Mad è proprio lo scambio continuo e le sovrapposizioni di voce da parte dei due cantanti. Tracce come ‘Future Sun‘ vedono infatti, la prevalenza della voce maschile di Luca, mentre altri pezzi, come ‘Bam Bam‘, sono dominati dalla bellissima voce di Carlotta. Questo alternarsi non fa che creare un effetto domino sui brani del disco, spingendo l’ascoltatore a restare costantemente in trepidante attesa della traccia successiva. Quando pensi poi di aver già assaporato un sacco di influenze e generi all’interno di “Quantum Leap”, ecco che i Dumbo ti smentiscono piazzando un pezzone hip-hop stile Azelia Banks, ‘Tahiti Hungry Jungle‘, ovviamente suonandolo da paura. Il disco prosegue dritto verso la conclusione con alcuni brani boogie, come ‘Cougar‘ e ‘The House of Love‘, lasciando spazio anche a una traccia strumentale, ‘Maleducato‘, che suggerisce atmosfere alla Ennio Morricone. Il brano conclusiva di “Quantum Leap” è la stupenda ‘Punch and Tea‘, ballatona low-fi che mette il punto esclamativo su un lavoro tutto da gustare.
VELOCITA’: Un disco con un groove unico e poliedrico che ti sa trasportare alla grande senza mai stancare un secondo.
IL TESTO: “California I’m comingâ//back to youuu“ da ‘Radical Leap‘.
LA DICHIARAZIONE: “In California la musica è vista in modo molto diverso. Sei un musicista? Qua sei cool. C’è un po’ di tutto: dall’mc che si produce nella sua camera, al rocker che sta vivendo ancora la fine degli anni ’80. La scena ‘indie’ invece è molto locale e non fa nulla per espandersi. La Stone Throw domina, Flying Lotus ancora di più“ estratto da un’intervista a Rockit, in cui gli si era chiesta la differenza tra il vivere la musica in California e in Italia.
UN ASSAGGIO: ‘Radical Leap’
IL SITO: ‘dumbogetsmad.com’

