Paolo Benvegnù

GENERE: cantautorato.

PROTAGONISTI: con Paolo Benvegnù suonano: Andrea Franchi: batteria e organo, Luca Baldini: basso e contrabbasso, Guglielmo Ridolfo Gagliano: chitarre.

SEGNI PARTICOLARI: Paolo Benvegnù era il leader degli Scisma, uno dei gruppi italiani più importanti degli anni ’90. Terminata l’esperienza con la band, Benvegnù si è trasferito dalla sua zona d’origine (il lago di Garda) a Firenze. Questo è il suo secondo disco, che segue di ben quattro anni l’esordio ‘Piccoli Fragilissimi Film’. In tutto questo tempo Paolo ha periodicamente suonato dal vivo, testando anche alcune delle nuove canzoni, ed ha lavorato come produttore a diversi dischi (su tutti, l’esordio di Terje Nordgarden e ‘Canzoni Allo Specchio’ dei Perturbazione).

INGREDIENTI: questo disco si basa su stati d’animo dati da sofferenze e tormenti d’amore, molto amplificati rispetto al debutto. Di conseguenza troviamo un suono più pesante dalle tonalità più cupe, un modo di cantare più intenso e sentito e testi che hanno decisamente un maggior impatto emotivo.

DENSITA’ DI QUALITA’: già solo ascoltando i testi si capisce come questo sia un disco fuori dal comune. Il linguaggio di Benvengù, infatti, è forbito senza che mai per un solo momento ci sia astrattezza nel suo modo di descrivere, e anzi le sue parole sono quanto di meglio ci possa essere per tornare a vivere i peggiori momenti della propria vita sentimentale, e per ricordare, se mai ce ne si fosse dimenticati, quanto i problemi in questo campo possano influire su tutte le altre sfere della nostra esistenza. Un ascolto, quindi, tutt’altro che facile, però non si può non apprezzare la forza di una poetica che riesce a confondere così bene la dimensione artistica con quella di essere umano di colui che la esprime. L’aspetto musicale, poi, valorizza al massimo lo spirito di quest’opera, perché riesce ad avere una parte importante nell’efficacia del risultato finale, e non è mero accompagnamento alle parole. Ogni scelta, infatti, è sempre quella migliore per dare ulteriore concretezza agli affreschi dell’autore: dalla nota di pianoforte ripetuta ossessivamente in ‘La Schiena’ a rappresentare il momento in cui “è così che ogni goccia di me scava la tua schiena lentamente, con un ritmo costante”, ai girotondi tra batteria, pianoforte e chitarra acustica in ‘Amore Santo E Blasfemo’ che riflettono il modo in cui si vuole raccontare la disperazione non con una storia lineare, ma con un collage di pensieri sparsi, al ritmo leggermente più incalzante, assecondato dagli archi, in ‘La Peste’ che rende perfettamente l’idea della tensione che accompagna quei momenti in cui si è finalmente trovato il coraggio di andare oltre l’amore che si prova per qualcuno e riuscire a porsi su un piano di parità e non di sottomissione, alla voce che si perde nel prorompere dei fiati in ‘Interno Notte’ al termine di una canzone delicata e crepuscolare. Chi ha paura del contatto coi fantasmi del passato o con le sofferenze attuali stia alla larga da questo disco, per chi invece preferisce ricordare per esorcizzare o perché ormai è fuori da ogni problema e per chi apprezza comunque la capacità di un artista di far vivere all’ascoltatore sensazioni forti, ‘Le Labbra’ è un’opera imprescindibile.

VELOCITA’: abbastanza varia ma mai comunque spinta.

IL TESTO: “Il mio amore è santo e blasfemo perché fatica a respirare. E’ andato oltre, ha spalancato tutte le sue porte, e incendia il mondo, incendia il mondo, incendia il mondo”, da ‘Amore Santo E Blasfemo’.

LA DICHIARAZIONE: Paolo a ‘Rockit’: “Ovviamente ho fatto del male e ho ricevuto del male, però solo quando arrivi in fondo al male riesci a capire la bellezza del bene.”

IL SITO: ‘Myspace.com/benvegnupaolo’ e ‘Suggestionabili.com’.

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