Telesplash – Motel Paradiso

GENERE: indie-pop, power-pop.

PROTAGONISTI: Marco “El Pazo” Rossi (voce, chitarra), Ettore “Cencio” Cencini (chitarra), Salvatore “Bomber” Cauteruccio (batteria, voce), Guglielmo “Cala” Calafiore (basso).

SEGNI PARTICOLARI: i Telesplash sono un gruppo proveniente di Arezzo nato nel 2006. Nel 2009 hanno pubblicato l’EP ‘Forever Together‘ in inglese per la Forears, etichetta indipendente fiorentina e nel 2010 esce il debutto vero e proprio ‘Bar Milano‘, dove le canzoni sono scritte in italiano: ora a distanza di un paio d’anni ritornano con il loro sophomore ‘Motel Paradiso

INGREDIENTI: il loro indie-pop è molto carino e solare, l’immediatezza delle loro canzoni fa diventare ‘Motel Paradiso‘ un album dalla facile fruibilità , gradevole, anche se a volte non riesce ad evitare di cadere in qualche tentazione troppo commerciale, con soluzioni magari un po’ troppo scontate, attuate per rendere più semplice l’avvicinamento di nuovi fan. Se si esclude la conclusiva ‘Muro‘, decisamente più veloce e con riff di chitarra più pesanti rispetto alle altre otto tracce, per tutto l’album, il ritmo rimane sempre tranquillo, accompagnato da una spensieratezza estiva e dal frequente buon uso dei fiati che aggiunge un sapore molto piacevole alle canzoni.

DENSITA’ DI QUALITA’: nove brani orecchiabili, divertenti, rilassanti, allegri e colorati con testi spensierati, spontanei e spesso ricchi di quella tipica ironia toscana, in un panorama sonoro facile e attraente: ci sono visibili riferimenti ad artisti moderni italiani, come i Baustelle in ‘L’Eclissi Solare‘ o i Lunapop in ‘Dai ’90 In Poi‘, si recuperano poi tematiche del pop nostrano degli anni ’60 (‘Senza Volere‘), ma si trovano anche suoni più morbidi dal sapore british e pure gli immancabili riferimenti beatlesiani. La conclusiva ‘Muro‘, invece è condita con soluzioni punk-pop, mentre la title-track sembra essere il simbolo della spensieratezza e contiene tanti ricordi dell’estate che tanto ci manca ora.
Motel Paradiso‘ tutto sommato, senza portare sostanziali novità , è comunque un album discreto, leggero, ma intelligente, pieno di piacevoli melodie e sicuramente gradevole da ascoltare in questa fredda stagione invernale: i Telesplash devono, però, dimostrare in futuro di saper intraprendere anche strade differenti da questa e proporre materiale più solido, se non vogliono correre il rischio di farsi dimenticare in breve tempo.

VELOCITA’: mai nessuna frenesia, il passare della vita nella sua tranquillità e nella sua spensieratezza.

IL TESTO: “Dai ’90 in poi è tutto più scadente / niente è nuovo più / neanche musicalmente” si lamenta Marco “El Pazo” Rossi in ‘Dai ’90 In Poi‘.

LA DICHIARAZIONE: a ‘Rubric.it’ riguardo all’origine del loro nome: “Dovevamo partecipare ad un contest e ci serviva un nome il più presto possibile. Abbiamo scelto di utilizzare il prefisso ‘tele’ dato che suonavamo tutti delle Telecaster, e il suffisso ‘splash’ perché semplicemente faceva rima con Clash, nostro gruppo di riferimento, quando cantavamo in inglese.”

IL SITO: ‘Myspace.com/telesplash‘.

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