Marco Scaramuzza – Gli Invisibili

ANNO: 2021

GENERE: Canzone d’autore

ETICHETTA: Indipendente

PROTAGONISTI: Le protagoniste indiscusse di questo primo album d’esordio di Marco Scaramuzza non possono che essere le parole: l’artista veneto si affaccia sul mercato discografico con un piglio tutto differente rispetto a quello del debuttante di oggi, e con una sacca piena zeppa di immagini e di letture giuste utili a riportare il baricentro sulla potenza del verbo, e sul suo concretizzarsi grazie ad arrangiamenti scarni ed essenziali (principalmente basati sull’utilizzo della chitarra acustica). In piena linea con la migliore scuola d’autore.

INGREDIENTI: Pochi ingredienti giusti rendono efficace la proposta di Scaramuzza, ben intenzionato a dare a tutto il lavoro l’assetto di una confessione pubblica di una condizione esistenziale collettiva e comunitaria: il titolo del disco, in effetti, richiama ad una chiamata alle armi che non può più essere ignorata, e che Scaramuzza rivolge a tutti quegli invisibili che «se non sono gigli son pur sempre figli / vittime di questo mondo».

DENSITA’ DI CONTENUTO: Ovviamente, come ogni lavoro di stampo cantautorale, il contenuto qui la fa da padrone, superando talvolta per cura e attenzione nei confronti delle parole quello che è invece un certo latente disinteresse a “infiocchettare” efficacemente la produzione artistica. Le quattro tracce raccontano di una sensibilità spiccata e ben decisa a far propria la lezione autorale, coadiuvata da un timbro caldo e sporco il giusto. I testi parlano di amore, morte e altre schiocchezze (come direbbe Guccini) e lo fanno con la giusta ingenuità, senza troppi giri di parole né frivolezze stantie. Insomma, nel complesso un buon esordio autorale che in futuro farà parlare ancora di Marco Scaramuzza.

VOTO: 7

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