Lo Stato Sociale – L’Italia Peggiore

GENERE: se per ‘Turisti della Democrazia’ era stato coniato il termine welfare pop e gli ingredienti erano ritornelli facili, elettronica e qualche chitarra, ne ‘L’Italia Peggiore’ si allargano gli orizzonti e troviamo anche un po’ di reggae, un po’ di rap, un po’ di rock’n’roll e del sano nonsense. Un electro-pop dagli ampi confini.PROTAGONISTI: i ragazzi de Lo Stato Sociale sono Lodo Guenzi, Alberto Guidetti, Alberto Cazzola, Francesco Draicchio e Enrico Roberto. La supervisione è affidata come per tutte le produzioni dell’etichetta bolognese a Matteo ‘Costa’ Romagnoli e, oltre ai membri della famiglia Garrincha Francesco Brini e Elia Dalla Casa (che ha messo a punto il progetto grafico), ospiti di rilievo sono Max Collini, Tommaso Zanello aka ‘Piotta’ e l’attrice Caterina Guzzanti.

SEGNI PARTICOLARI: l’album è uscito il 2 Giugno, festa della Repubblica – quindi a negozi chiusi – in opposizione alla ‘sobrietà ‘ delle ‘marce militari, delle frecce tricolori e delle medaglie al valore per le missioni di pace che portano la guerra, anziché ripudiarla.‘ Per questo le royalties dei dischi venduti nelle prime due settimane dall’uscita saranno devoluti a Emergency ‘che si occupa, oltre i limiti della disperazione e del coraggio, di ricucire parte di quelle ferite che la guerra ogni giorno infligge‘ ha dichiarato il bassista Arbé in una intervista a notespillate.com. Le illustrazioni sulla copertina sono lavoro invece di sei ragazze: Cristina Amodeo, Fada Full, Martina Galetti, Kerin, Cristina Spanò ed Elisabetta Percivati.

INGREDIENTI: dopo un tour da più di 200 concerti e con una immensa festa per l’ultima data all’Estragon di Bologna con, tra gli altri, Nicolò Carnesi, Appino, Brace e Max Collini, dopo otto mesi lontano dai palchi, Lo Stato Sociale ne ‘L’Italia Peggiore’ – citazione questa di Renato Brunetta, così come il titolo ‘Turisti della Democrazia’ riprendeva un discorso del Cavaliere – racconta quello che ha visto e vissuto nel lunghissimo tour. C’è molta varietà  di generi e il risultato è un disco corale: tutti cantano almeno un pezzo, Arbè scrive ‘Io, te e Carlo Marx‘ così come Bebo omaggia gli Offlaga Disco Pax in ‘Linea 30‘.

DENSITÀ DI QUALITÀ: molte canzoni possono sembrare facili, come testimonia il ‘la la la là ‘ dello sfogo ‘Ci eravamo tanto sbagliati‘ o il ‘perererepepepé‘ della scherzosa ‘In due è amore in tre una festa‘ ma non sono da meno i momenti di presa di coscienza e di qualità  nella scrittura. Come infatti fa notare Pier Andrea Canei di Internazionale, son riusciti a fare una canzone, ‘Istant classic‘ con Caterina Guzzanti – che prende in giro la moda che dilaga nei social network del farsi una foto con qualsiasi cosa e chiunque – senza usare la parola selfie. Tra i momenti di denuncia invece è da citare uno dei tanti versi significativi del singolo ‘C’eravamo tanto sbagliati‘: ‘a chi non sta né a destra né a sinstra / che se fosse su una strada finirebbe investito‘.
La consapevolezza politica emerge in svariati punti de ‘L’Italia Peggiore’. Lo dimostrano la prima traccia ‘Senza macchine che vadano a fuoco‘, ‘La rivoluzione non passerà  in tv‘ (citazione del movimento black power) o anche la dedica alla propria musa ‘La musica non è una cosa seria‘ in cui Checco canta ‘portami ovunque ma che sia lontano, lontano da casa mia, dove fidarsi è bene, ribellarsi è meglio‘.
Se la forma leggera, da canzonetta della maggior parte del repertorio dei cinque bolognesi, potrebbe sminuire il messaggio politico degli stessi, pezzi come ‘Linea 30 dovrebbero cancellare un po’ di dubbi. La canzone racconta quello strano momento in cui si incontrano vita quotidiana di un uomo – un autista di autobus, padre della voce narrante – e la Storia, nello specifico l’attentato alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980.
A proposito di Offlaga Disco Pax ‘Questo è un grande paese‘ ospita un cameo di Max Collini, che ridendo accusa Lo stato sociale di essere un po’ ‘paraculi‘ (come dargli torto). La stessa traccia viene arricchita dalla presenza del rapper romano Piotta, un personaggio credibile per affermare il motto del disco: ‘se magna vè se beve vè se sta yeah yeah‘ in dialetto marchigiano.
Io te e Carlo Marx‘ è invece un’eccezionale riflessione sul senso di sconfitta che accomuna una giovane coppia, lei medico lui musicista. Arbè canta poi ‘Forse più tardi un mango adesso‘ pezzo demenziale che racconta un viaggio in Indonesia ed inizia con un omaggio al Maestro:’Chissà  se Battiato ha scritto Summer on a solitary beach quando era in vacanza a Bali di certo il suo inglese rende giustizia alla figura dell’italiano all’estero‘.

VELOCITÀ: cinquantacinque minuti che oscillano fra leggerezza e importanti affondi.

IL TESTO: ‘che il coraggio non ce l’ho, altrimenti non sarei bravo a parole / che si scrive per non leggere e si parla per non ascoltare / e la democrazia è questa cosa qui, non un’altra, ideale‘ da ‘Il sulografo e la principessa ballerina

LA DICHIARAZIONE: ‘Siamo noi l’Italia peggiore, la feccia della società  e il disonore delle nostre famiglie? Siamo noi la prova tangibile di un mondo in declino e di una comunità  allo sbando? Siamo noi l’esempio calzante a cui contrapporre ciò che è bello, bravo e giusto? Siamo noi i cattivi in questa sceneggiatura banale e scritta male? Se aiuta a sentirsi meglio, volentieri.
Dopo un lustro da turisti abbiamo deciso di tornare a casa, parcheggiare il furgone e scrivere una recensione sul nostro viaggio: le persone che abbiamo incontrato, i luoghi che abbiamo attraversato, quello di cui ci siamo nutriti e quello che dentro di noi è cambiato. Questa è quella che molti considerano l’Italia peggiore. Il paese dei giovani sfaccendati, degli eterni ragazzi a casa di mamma, dei pericolosi ribelli con mire terroristiche, degli artisti che impietosiscono perché, anche loro, sono giovani disoccupati. Siamo noi l’Italia peggiore, è una questione di punti di vista.
‘ dal comunicato stampa dell’album

UN ASSAGGIO ‘Io, te e Carlo Marx’

IL SITO: Lo Stato Sociale – Facebook

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