Lilies On Mars-Dot To Do

GENERE: shoegaze, dream-pop.

PROTAGONISTI: il duo cagliaritano è composto da Lisa Masia e Marina Cristofalo, polistrumentiste già  note al pubblico e alla critica per i primi due lavori editi presso la Elsewhere Factory (rispettivamente Lilies On Mars del 2008 e Wish You Were A Pony del 2011).

SEGNI PARTICOLARI: Dot To Do (da tenere a mente che si tratta di una riedizione del disco, la pubblicazione effettiva è avvenuta circa un anno addietro) è la terza tappa del particolarissimo cammino musicale del duo. A prescindere dall’innovazione nei suoni, il lavoro è reso ancora più piacevole dalle collaborazioni di spicco di personaggi del calibro di Franco Battiato e Christian Fennesz (musicista austriaco decisamente rinomato nell’ambito dell’elettronica). L’aura di crescente notorietà  le ha viste percorrere in lungo e in largo Gran Bretagna (dove risiedono), Germania, Italia, Stati Uniti e Belgio, tra cui il prestigioso festival in Texas SXSW l’anno scorso. In compagnia degli stessi Battiato e Fennesz (oltre che dei Verdena, dei Thought Forms e degli Au Revoir Simone) la band ha cavalcato i palchi di tutta Europa facendo loro da spalla nelle performances.

INGREDIENTI: il disco, come già  detto, presenta delle palesi differenze con gli album precedenti, i suoni proposti vertono molto più verso la componente elettronica che verso quella elettrica. Il brano che apre, ‘See You Sun‘, racchiude ogni dettame tipicamente dream-pop, principalmente la voce col riverbero (se pur a tratti) e i sintetizzatori dalle movenze dolci e melodiose. Nondimeno è ‘Side Abcd‘, la bellezza della base che intrattiene per l’intero pezzo allontana dal reale con una facilità  impressionante. La canzone che ha destato più interesse, non per sminuire gli altri brani ovviamente, è quella che prevede la collaborazione con il già  citato Franco Battiato, genio indiscusso del cantautorato italiano dalle varie direttive, dal titolo ‘Oceanic Landscape‘ (singolo che ha anticipato l’uscita del disco). Come è noto, il cantautore siciliano è solito prendere parte a progetti atti a valorizzare la musica underground, segno di grandissima apertura dello stesso. Difatti nel brano è possibile scorgere e farsi attrarre dalla somiglianza che traspare con quei brani caratteristici della fase per eccellenza di Battiato, quella elettronica, ed oltretutto il fondersi tra le due voci dona un’efficacia ed una leggiadria a chi ascolta come non capita spesso. Della conclusiva ‘Martians‘, invece, colpisce più che altro quell’affascinante monotonia adrenalinica prevista in tutta la durata del brano, la base e l’eco ne rappresentano imperterrite le peculiarità  principali.

DENSITA’ DI QUALITA’: certo, è da ammettere che un disco del genere si apprezza solo in visione di una forte passione per lo shoegaze o dream-pop che sia, non esistono mezzi termini. àˆ probabile che il grande cambiamento stilistico porti chi ha adorato inizialmente le due carismatiche ragazze sarde a non amare un sound simile. L’unica certezza è che Dot To Do è un lavoro ben fatto, è una svolta, questo si sa, ma è la conferma al contempo della capacità  e della versatilità  della band che sorprende il pubblico in modo decisamente insolito ed inaspettato. Le Lilies On Mars si riprendono quell’autorità  di cui hanno goduto dopo la pubblicazione dell’omonimo primo lavoro in studio, andata loro malgrado scemando in seguito a Wish You Were A Pony (il tour del quale, a detta di molti, ha manifestato qualcosa di diverso rispetto al disco). L’ascolto è sicuramente piacevole, i brani scorrono uno dopo l’altro senza tediare. Una band come questa è indubbiamente atipica nel panorama musicale alternativo italiano (si nota vistosamente la marcia in più dello stile londinese di cui le due si nutrono da sempre), una di quelle che nel suo piccolo (per modo di dire, è chiaro) sta insistendo tanto sulla direzione che è bene seguire.

VELOCITA’: un disco tendenzialmente cauto e rilassante, non ci sono particolari accelerazioni.

IL TESTO: “Let me stay a while in the old building I can’t help but looking out of the window. Let me see the roofs of the houses and the sun rays reflection in the sea. Let me stay a while… So many moored boats. They follow a direction no more. Unlike the spirit of me. Constantly running what for? Let me stay a while..” da ‘Entre-Temps

LA DICHIARAZIONE: “abbiamo avuto molti punti di riferimento, che corrispondono ai nostri ascolti durante le registrazioni di Dot to Dot, ma non neghiamo che il disco raccolga una serie di emozioni e sensazioni in musica che vanno a ritroso nel tempo. Una miscela di ascolti ed anche la nostra voglia di sperimentare, che ha trovato ispirazione in band che hanno influenzato inevitabilmente le nostre composizioni. I Broadcast e i Pram hanno avuto un forte impatto, cosi come Delia Derbyshire, pioniera della musica elettronica. Il compositore tedesco Stockhausen e l’ ispirazione reciproca sulle melodie spaziali e le pulsazioni cosmiche.” da un’intervista rilasciata a Radio Bombay.

UN ASSAGGIO Oceanic Landscape

IL SITO: liliesonmars.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *