King Of The Opera – Nowhere Blues

ANNO: 2020
ETICHETTA: autoprodotto
GENERE: space, psichedelia

PROTAGONISTI: Alberto Mariotti, al suo quarto lavoro sulla lunga distanza, dopo i due a nome Samuel Katarro e il precedente con questo attuale moniker, che risale al 2012. Alberto ha lavorato con una serie di musicisti che hanno collaborato in modo diverso a seconda delle canzoni, con Alessio Gorgeri come unico presente in tutti i brani e che ha affiancato l’autore anche in fase di produzione.

INGREDIENTI: non potevamo certo aspettarci che uno come Mariotti tornasse dopo così tanto tempo per rifare ciò che aveva già fatto con profitto anni prima. Infatti, queste nuove 7 canzoni per 43 minuti totali vanno verso direzione inesplorate finora dall’autore, per un risultato comunque basato sulla psichedelia, declinata in questo caso in salsa space. Di solito si parla di space-rock, ma qui di rock non c’è niente, e anche lo stesso autore ha dischiarato che “sebbene avessi scritto la maggioranza dei pezzi qualche anno prima, ho colto l’occasione per slegarli da una concezione chitarrocentrica e spingerli al di là della forma canzone classica, utilizzando nuove soluzioni negli arrangiamenti e nelle strutture direttamente in fase di registrazione”. Mariotti ha messo in campo una grande fantasia nel confezionare questo disco, facendo sì che ogni episodio avesse una struttura base e che, al suo interno, gli arrangiamenti, le armonie e le atmosfere fossero in continua mutazione, stando comunque attento a far sì che la molteplicità degli elementi in gioco non facesse perdere nulla in termini di coerenza al complesso dell’opera, che risulta quasi come un immaginario viaggio in un ambiente futuristico, nebbioso, con una gravità instabile, in grado di confondere chi lo intraprende e di fargli vivere sensazioni molto realistiche, vista l’ambientazione rappresentata in modo così coerente.

DENSITÀ DI QUALITÀ: quarto album e quarto centro per Mariotti, e stavolta era molto più difficile, considerato il tempo che è passato dalla volta precedente. La classe, però, non è acqua, e l’autore ha qui messo in campo la propria caratura superiore e la capacità di coinvolgere anche chi normalmente non ascolta questo tipo di musica, perché l’intransigenza non serve a nulla e la qualità sa sempre emergere anche senza estremismi. La confusione e lo straniamento creati da questo disco possono essere quasi rilassanti con le giuste condizioni, e in generale, questo ascolto non può che suscitare ammirazione e coinvolgimento.

  • 8.3/10
    Voto - 8.3/10
8.3/10

Giudizio riassuntivo

Capacità di coinvolgere anche chi normalmente non ascolta questo tipo di musica, perché l’intransigenza non serve a nulla e la qualità sa sempre emergere anche senza estremismi

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