Mentivo – Io Sono La Verità

GENERE: “cantautorato-hard”; alt-rock.

PROTAGONISTI: i perugini Marco, Miché e Al.

SEGNI PARTICOLARI: Primo disco per questi tre ragazzi umbri, che trovano già in questo esordio una produzione degna di nota, che porta i nomi di Giacomo Fiorenza (Moltheni, Offlaga Disco Pax, Paolo Benvegnù, Marco Parente) ed Andrea Suriani (My Awesome Mixtape, I cani, Gazebo Penguins). Aimone Marziali é invece la firma dell’artista visuale che ha realizzato la particolare immagine di copertina (e che accompagna i live del gruppo con le sue proiezioni).

INGREDIENTI: i tre propongono un misto denso di cantautorato e rock, con diverse derivazioni dal pop e inserti elettronici. Le influenze non sono mai spiccate o dichiarate, ma é chiara la nutrita selezione musicale dei tre umbri, sicuramente cresciuti a pane e musica inglese degli anni ’80-’90. La presenza di una vena cantautoriale nei testi é forte, ma il particolare e discontinuo manto strumentale sfugge a classificazioni: da alcuni il genere del gruppo é stato definito “musical-incorrect”.

DENSITA’ DI QUALITA’: la partenza strumentale é molto breve e ci scaglia subito nel mondo sotterraneo della band con ‘La gente comune‘, pezzo distaccato e analitico, che mette in risalto una società povera che si pone alla base della poetica dei Mentivo e che ci fa capire che dovremo lasciar da parte i buoni sentimenti. ‘Gli Ex‘ é un affresco ridicolo sulle propensioni individuali delle chiacchiere abituali, quelle in cui ognuno si infanga nel passato; é il singolo, così ruvido che a tratti infastidisce con la sua vena ironica appiccicosa e realistica (E siamo ex fidanzati, ma sogno ancora le tue mutande ) ed é anche uno dei brani più belli. Con le due tracce successive ci si assesta sulle tematiche predilette, con testi intrisi di velenosa critica e satira esasperata. Stupisce quindi la (finta) leggerezza di ‘Quasi bello‘, composta da una base strumentale mansueta, gioco di contrasti tra una chitarra ripetitiva e un testo strutturato su uno squallido dialogo a tre che impasta sesso e droga, carnalità e degrado. Il lento incedere di ‘A casa di lunedì‘ ci si stanzia davanti con una melodia quasi dolce, che implica però un contesto non altrettanto limpido, e siamo di nuovo ingoiati da un pessimismo profondo, che cede al menefreghismo. Ancora pochi sono gli istanti di quiete reale, spesso associati all’uso di effetti sintetici e distanti. Dopo una concessione rimandante al brit-pop dei Blur con ‘Vertigine‘, ci rimane un ultimo pezzo prima della chiusura strumentale, bello e stranamente raggiante di una leggera positività che oramai risulta ambigua.
Il primo lavoro dei Mentivo é un disco assai particolare, se non “strano”. In dodici tracce si macinano le influenze musicali di tre vite, che si confrontano con una società verso il quale si prova più risentimento che disagio, colpevole di aver da sempre negato una verità reale. ‘Io sono la verità ‘ non é un capolavoro, ma sicuramente é un’opera omogenea, che ricerca una verità individuale passando per l’annichilimento personale, riuscendo a mantenersi crudo e diretto, senza mai perdere la propria ricercatezza.

VELOCITA’: Medio-bassa, senza cambi repentini.

IL TESTO: “Dobbiamo darci comunque del Lei/ si affonda con classe seguendo gli ex/ gli ex.” da ‘Gli Ex‘.

LA DICHIARAZIONE: “Da ascoltatori siamo cresciuti collezionando dischi che in qualche maniera sono riusciti a cambiare il nostro modo di vedere le cose. Il nostro primo album é, nelle intenzioni, il tentativo di esprimere qualcosa di profondo e di farlo assecondandone l’energia, cercando il più possibile di rimanere aderenti a quanto sia degno di essere detto, a quanto nel 2014 abbia ancora senso esprimere. ” da una dichiarazione su sentireascoltare.com

UN ASSAGGIO ‘Mentivo ““ Gli Ex’

IL SITO: La pagina Facebook ufficiale dei Mentivo

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