Il Sindaco – Il Sindaco

GENERE: cantautorato, pop

PROTAGONISTI: Fabio Dondelli, in libera uscita dagli Annie Hall. Nel disco hanno suonato anche Andrea Abeni, Giorgia Poli, Daniela Savoldi e Simone Gelmini.

SEGNI PARTICOLARI: prima produzione solista in italiano per Dondelli, che dopo aver composto 3 dischi negli ultimi 8 anni con gli Annie Hall, si lancia in quest’avventura sotto un nuovo moniker. Il disco è stato influenzato dalla recentissima paternità di Dondelli, che l’ha composto durante i primi mesi di vita della figlia.

INGREDIENTI: il Sindaco è un pretesto, una metafora, per raccontare la vita semplice, per guadagnarsi l’affetto dei “concittadini”. Dentro ci sono storie personali (‘Cose di casa‘), che raccontano della vita in città (‘La vita in centro‘), ma anche storie sui personaggi con cui si è cresciuti (‘Il giovane Garrincha‘), diventati icone del paese e che si possono ritrovare facilmente un po’ lungo tutta la nostra penisola. La formula scelta è piuttosto semplice e affonda le proprie radici sul cantautorato nostrano classico, con piacevoli variazioni sul tema, che possono andare dai Beatles (‘La vigilia di Santa Lucia‘) all’alt-folk americano come nel caso del “manifesto elettorale” ‘La canzone del sindaco. E quando abbandona la chitarra, Dondelli si fa chansonnier al pianoforte, come nel caso della sentita ‘Adieu‘.

DENSITA’ DI QUALITA’: volendo si potrebbero aprire infinite discussioni sul cantautorato, anzi precisamente su questo grande ritorno al cantautorato. Sotto questo punto di vista certamente l’album del Sindaco non altera in nessuna maniera gli equilibri, né in negativo né in positivo. Valutare quest’opera unicamente sotto questa luce sarebbe oltremodo sbagliato nonché ingiusto per un semplice motivo: Il Sindaco, grazie alla sua poetica e al suo immaginario un po’ retrò, dipinge undici affreschi più che piacevoli all’ascolto, ben concepiti e realizzati altrettanto egregiamente. Aggrazziato, piacevolmente ironico, Dondelli si è allontanato dal cantato in inglese degli Annie Hall, utilizzando la sue splendida “r moscia” al servizio di un tipo di scrittura, in italiano appunto, più affine al vissuto quotidiano e quindi alle storie che sarebbero poi finite sul disco.

VELOCITA’: medio-bassa, da biciclettata domenicale in campagna.

IL TESTO: “poi ricordi che cosa dicevano di noi due, credevano che saremmo durati un’estate, chi glielo va a dire adesso siamo diventati tre“

LA DICHIARAZIONE: “Oggi la maggior parte della gente ha poco tempo e ascolta la musica distrattamente dal pc. Quindi le canzoni che funzionano sono quelle che ti catturano l’attenzione entro dieci secondi dall’inizio. Anche se il mio disco non pomperà in tutte le playlist, sono contento perché l’ho fatto esattamente come volevo“ dice Dondelli al Corriere

UN ASSAGGIO Cose di casa

IL SITO: facebook.com/lapaginadelsindaco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *