Toni Bruna – Formigole

GENERE: folk-pop, cantautore.

PROTAGONISTI: Toni Bruna (chitarra, voce, batteria). In questo disco hanno suonato anche Marco Abbrescia (contrabbasso), Alessandro Martini (contrabbasso, cori, ukulele), Massimo Tunin (tromba e glockenspiel).

SEGNI PARTICOLARI: Toni Bruna, di origini istriane e residente a Trieste, non canta in italiano, ma in dialetto triestino, la lingua con la quale è cresciuto. Il disco Formigole risale in realtà al 2011, anno in cui Bruna lo autoproduce e lo distribuisce in alcuni negozi di dischi del capoluogo friulano. Nel 2013 Niegazowana (etichetta di Edda e Gionata Mirai, tra gli altri), lo ristampa e lo ridistribuisce salvandolo dall’oblio a cui, una diffusione così ristretta avrebbe inevitabilmente condannato questo splendido disco.

INGREDIENTI: musicalmente parlando è difficile non accostare Toni Bruna alla grande tradizione degli storyteller americani, come Johnny Cash o il Bruce Springsteen intimista di Nebraska: le chitarre, le trombe con sordina, la batteria con le spazzole di ‘Baiamonti\’ sembrano venire dai pub più fumosi del New Jersey. Tuttavia, grazie alla sua scelta di cantare in dialetto, Toni Bruna porta tutta questa America direttamente a casa sua, riuscendo a creare un universo sonoro quantomai originale ed accattivante.
Non c’è solo America dietro a questo disco: le ombre dei giganti Dalla, Battisti (vedere sopratutto Anima Latina) e De André si stagliano poderose dietro a questo cantautore triestino e alle sue storie di vita ordinaria, senza dimenticare Edda (compagno di etichetta), col quale condivide quella spontaneità quasi infantile che da tempo mancava nella musica italiana.

DENSITA’ DI QUALITA’: Formigole è un disco che colpisce con una forza poderosa già dal primissimo ascolto. Le atmosfere sfumate, la voce flebile e la grandeur orchestrale di alcuni pezzi (si veda il contrabbasso della title track), fanno di Formigole un album d’altri tempi, dove testo e musica si sposano alla perfezione; un album “realistico”, che racconta la vita di quell’Italia (o meglio, di quella Trieste di frontiera) fatta di sveglie alle sette del mattino, di superstizioni e di santi taumaturghi. Le cartoline sbiadite di Bruna ci portano in una dimensione quasi spirituale, mistica, come da tempo non si sentiva nell’indie italiano. Partendo da piccole cose a prima vista insignificanti Bruna riesce a dipingere acquerelli dal forte impatto emotivo che coinvolgono l’ascoltatore e lo costringono ad assumere una prospettiva diversa, con la quale guardare a tutta la realtà circostante e a sé stessi. C’è qualcosa nella musica di Toni Bruna che non si può spiegare con le semplici parole, qualcosa di inspiegabile e magico che si nasconde nei sussurri, nei silenzi e nei chiaroscuri di questo piccolo capolavoro della musica nostrana.
Formigole è un disco che sa accompagnare la vita di chi riesce davvero a “sentirlo”, a entrare nel mondo malinconico eppure così familiare del cantore triestino; Formigole è decisamente uno dei dischi più belli che si siano mai sentiti da vent’anni a questa parte e non solo in Italia.

VELOCITA’: dieci magnifici pezzi che scorrono via in 35 minuti. Ma il riascolto è doveroso.

IL TESTO: “Sanantonio, Sanantonio taumaturgo/…/fame tornar a casa/anche se son duro/fame tornar a casa/anche se son storto” da Sanantonio.

LA DICHIARAZIONE: “La musica non è solo fisica, non sono solo onde, ma c’è qualcosa di più, di magico, che noi uomini non riusceremo mai a spiegare” (Toni Bruna a indie-roccia.it)

UN ASSAGGIO: ‘Baiamonti’

IL SITO: Toni Bruna.com

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