Giuliano Dottori-L’Arte Della Guerra Vol.1
PROTAGONISTI: Giuliano Dottori ovviamente, coadiuvato dai sodali Marco Ferrara al basso e Mauro Sansone alla batteria.
SEGNI PARTICOLARI: si tratta del terzo disco solista del cantautore milanese (nonché membro dei mai troppo rimpianti Amor Fou). Scritto e realizzato fra il 2008 e il 2012, si è avvalso poi di una fruttuosa campagna di crowdfunding e arriva a quattro anni dal precedente ‘Temporali e Rivoluzioni’. L’etichetta che lo pubblica, la neonata Musica Distesa, è gestita dallo stesso Giuliano assieme al fratello Corrado ed è figlia dell’omonimo festival che i due organizzano da diversi anni a Cupramontana (AN).
INGREDIENTI: come suggerito dal titolo, questa è solo la prima parte di un concept che vedrà pubblicato anche un secondo volume più avanti. Ispirato dalla lettura del libro di Sun Tzu, Giuliano Dottori ha scritto i brani che vanno a comporre il disco in un periodo di forte cambiamento per quello che riguardava la sua vita personale. Ne segue che ‘L’Arte Della Guerra Vol.1’ è anche una presa di coscenza da parte dell’autore, evidenziata dalla maturità delle tematiche affrontate nei brani. Il disco si apre con l’evocativa ‘Quando tornerai a casa‘ e prosegue con due degli episodi più squisitamente pop dell’intero lotto: il primo, il già noto singolo le ‘Le vite degli altri‘ e ‘Estate #1107, che ben rappresenta la voglia di rinnovamento di Dottori e, giocando con la nostalgia estiva, crea un’efficace contrasto fra la bellezza dell’arte e l’orrore delle bombe. Chiude questo terzetto di episodi pop la splendida melodia de ‘Il mondo dalla nostra parte‘, connubio pressoché perfetto alla struggente bellezza del testo “Ti verrò a prendere/ E il mondo sarà dalla nostra parte/ Poserò ogni arma/ Che in questa guerra infinita/ Non si vince e non si perde“).
A fare da spartiacque troviamo la title track, una morbida ballata al piano, alla quale si giunge attraverso la strumentale ‘(La Nave)‘, una sorte di ponte che ben si cala nel contesto del del disco. La chiusura è invece dedicata all’anima folk di Dottori, che prima trova sfogo nella corale epicità della lunga coda strumentale di ‘Occhi dentro agli occhi‘, e a seguire nel minimalismo acustico e intimista de ‘I fiori muoiono quando ci rattrista perderli‘.
DENSITA’ DI QUALITA’: c’è spesso un interlocutore al quale Giuliano Dottori si rivolge in questo primo capitolo de ‘L’Arte Della Guerra’, prevalentemente femminile. Il “noi” più che “l’io” è il soggetto che il cantautore utilizza per le sue riflessioni. Una maturità umana che traspare, nei riferimenti alla propria famiglia o ai cambiamenti in atto nelle propria esistenza. Tutto questo ha aiutato Dottori nella creazione di un album estremamente coeso (sarebbe molto interessante valutarlo assieme al secondo capitolo), che fa della forza delle melodia e nella precisione degli arrangiamenti i propri punti cardine. Pur restando comunque una voce riconoscibile, questo è un “nuovo” Giuliano Dottori.
VELOCITA’: quella di una biciclettata con gli amici in campagna.
IL TESTO: “la felicità è un trucco/ a cui non credo più” da ‘L’arte della guerra‘.
LA DICHIARAZIONE: “se penso all’arte della guerra penso innanzi tutto a una ridefinizione della mia vita. Per me ha un senso quasi di rinascita. Insomma quel tipo di opera che si cerca di partorire quando si giunge al mezzo del cammin di nostra vita e si fanno i conti con il proprio bilancio personale” Giuliano si racconta nel comunicato.
UN ASSAGGIO Estate #1107
IL SITO: www.giulianodottori.it/

