Giorgieness – Blocchiamo Tutto

Potrebbe sembrare strana l’idea di avventurarsi in una recensione approfondita di un singolo brano, ma ci sono casi in cui anche una sola canzone porta con sé così tanti spunti di riflessione, sia su quello che dice, che sul modo in cui lo fa, che è giusto e necessario buttare giù tutto per iscritto e rendere giustizia al lavoro fuori dall’ordinario di chi questo pezzo lo ha scritto e interpretato.

Copierò, quindi, qui di seguito il testo della canzone e lo dividerà in omenti da analizzare, includendo, dove necessario, anche le scelte musicali che accompagnano le parole cantate da Giorgia D’Eraclea, autrice e produttrice del pezzo assieme a Domiziano Luisetti.

Chissà se sei sveglio
Se mi pensi anche adesso che non ci sono più
Chissà se l’amore è come dici tu

Cerco di darmi un contegno
Di pensare al meglio
Di starci un po’ dentro

Ti dico un segreto tu portalo in viaggio
E tienilo stretto
Tu tienilo stretto

Una breve intro con chitarra e voce lancia la canzone in modo abbastanza standard, ma non appena entra la voce le carte si sparigliano all’istante. Una metrica disallineata in modo leggero ma nettamente percepibile, parole cantate in modo da dare l’idea di una sorta di inseguimento disordinato, timbro vocale filtrato da un effetto distorsivo anche qui non certo marcatissimo ma che non si può non notare. L’impressione è che siano tutte scelte volte a valorizzare ulteriormente l’idea del testo di dare a chi ascolta la sensazione di confusione interiore, di quando proviamo a dare forma ai nostri stati d’animo e anche se non ci riusciamo concretamente, dentro di noi abbiamo capito, e probabilmente siamo gli unici, ma va bene così.

Forse ti conosco da quando hanno inventato il tempo
E l’abbiamo fatto più o meno in ogni universo

La tonalità vocale diventa, di colpo e solo per questo ponte tra strofa e ritornello, decisamente più acuta, per rappresentare quei momenti nei quali vogliamo convincerci a tutti i costi che, anche se sembra che stiamo correndo troppo con qualcosa, in realtà abbiamo dei motivi validi per lasciarci andare e non aggrapparsi a cautele che ci sembrano più che mai inutili.

Ma so che in questo
Mentre crolla il cielo noi, noi blocchiamo tutto

La prima parte del primo ritornello è all’insegna della dolcezza: l’accompagnamento musicale è rarefatto e l’interpretazione vocale si porta totalmente nel territorio della morbidezza, in particolare per come viene pronunciata la parola “crolla”, con quella elle così arrotondata e quella o dotata di una particolare gentilezza. La contrapposizione con il significato letterale del termine appare più che mai voluta e ha lo scopo di portare chi ascolta dentro il messaggio su cui si basa la canzone, ovvero che se ci innamoriamo di qualcuno che sta facendo assieme a noi una cosa nella quale crediamo fortissimamente, ci sembra tutto più tenero e zuccheroso anche quando, in realtà, dovremmo subire le difficoltà in maniera maggiore rispetto al normale.

Saremo una foto su un giornale che non posto

Questo verso dà il là al momento nel quale il cantato è più spontaneo e naturale per rappresentare quel momento in cui ci rendiamo conto, o comunque ci vogliamo convincere, che la situazione è ben definita, risolta e chiara alla nostra mente. Lo isolo perché in esso vedo un’elegante tiratina d’orecchie alla stampa che, troppo spesso, decontestualizza ciò che succede nelle manifestazioni in modo da creare uno scalpore che ha, come unico scopo, l’ottenimento di una maggior visibilità e non è affatto basato su un’ipotetica missione di dare un’informazione davvero imparziale e veritiera.

Lo so che sei stanco e vuoi salvarlo tutto
Se mi dormi accanto sento la pace nel… mmm mmm …

Vale quanto detto qui sopra con l’aggiunta dell’evidente mancanza della parola “mondo”, sottintesa ma mai pronunciata. Personalmente la vedo come la voglia di non rischiare di cadere nella banalità, del tipo le candidate a Miss Italia che vogliono “la pace nel mondo”. Che poi, questa benedetta pace nel mondo la vogliamo tutti per davvero, però poi dirlo esplicitamente rischia di portare con sé la sensazione di una retorica un po’ scontata. Molto meglio questo sottinteso, a mio avviso decisamente intrigante e riuscito.

Se ci sarà ancora
Una casa, una vita, una mattina al mercato
Io ti mangio in braccio
E ti chiedo un bacio
Sarò una sirena, negli occhi un incendio
E tu tornerai anche stavolta da un posto

Seconda strofa con la voce filtrata nello stesso modo rispetto alla prima ma con una metrica meno affannata, proprio perché abbiamo visto che un po’ di consapevolezza si è fatta strada e quindi, giustamente, non può esserci esattamente lo stesso stato d’animo di prima.

Andiamo a un concerto, perdiamo il contegno poi torniamo a letto
E restiamo a letto

Qui, invece, il ritmo delle parole torna affrettato come all’inizio proprio per rappresentare al meglio ciò che viene cantato, ovvero momenti nei quali si va di corsa per godersi al massimo il tempo trascorso assieme dopo una breve lontananza.

È che ti conosco da quando hanno inventato il tempo
forse avremmo solo bisogno di fermarlo un momento!
Ma so che adesso
Mentre crolla il cielo noi, noi blocchiamo tutto
Saremo una foto su un giornale che non posto
Lo so che sei stanco e vuoi salvarlo tutto
Se mi dormi accanto sento la pace nel…

Vale quanto detto commentando gli stessi passaggi nel giro precedente, ma il ritornello porta con sé un arrangiamento più arioso e un cantato spontaneo e poco trattenuto fin da subito, sempre per via della consapevolezza che spinge a dare ancora di più di quanto fatto finora.

Dentro casa faccio solo guai – guai
So che un giorno poi mi odierai – ai
Però adesso è bello che sei – sei
Sei la pace nel… mmm mmm…

La consapevolezza di cui sopra, normalmente ha come effetto successivo il mescolare incredulità e euforia. Questo passaggio è una perfetta rappresentazione di questi momenti, non solo per il testo, ma anche per come viene cantato, soprattutto grazie al crescendo sull’iterazione della parola “sei”, momento massimamente trascinante nella canzone

Nel mio mondo c’è caos
Coi minuti contati
Come i posti occupati
Come conto i tuoi baci
Tout le monde lo sa
Sembra fatto per noi
Solo finché mi vuoi
E lo so che mi vuoi

Ricominciano i pensieri che devono prendere pienamente forma, ma sotto una visione diversa, quella nella quale la forza dell’amore che si sta vivendo non è più in dubbio e si deve “solo” inserirlo nel contesto più ampio della vita che abbiamo scelto e di tutto ciò che ci accade attorno, su cui non abbiamo alcun controllo ma abbiamo il potere di buttar fuori la nostra voce per esprimere la nostra contrarietà. In particolare, il furbetto abbassamento di voce mentre viene cantato il “e lo so che mi vuoi” fa capire chiaramente che non c’è alcuna intenzione di rinunciare né a questo rifugio, ma nemmeno a farsi sentire nei confronti del mondo.

Almeno adesso, mentre ci baciamo attorno sta scoppiando tutto
Saremo una foto su un giornale che non compro
Sei la pace nel… mmm mmm…
E so che adesso
Mentre crolla il cielo noi, noi blocchiamo tutto
Saremo una foto su un giornale che non posto
Lo so che sei stanco e vuoi salvarlo tutto
Se mi dormi accanto sento la pace nel…

Esplosione finale col ritmo che alza le frequenze e la voce che ci dà dentro a tutta prima di un normale rallentamento conclusivo e un testo con un lessico ancora più intenso. Giustamente non ha più senso trattenersi in alcun modo e si dà libero sfogo a tutta la forza emotiva che risiede dentro di noi.

In conclusione, Blocchiamo Tutto è una canzone particolarmente importante e significativa per come mette assieme un sentimento universale e senza tempo come l’amore e l’attualità degli ultimi anni per la quale dovremmo tutti sentirci preoccupati e stimolati a esprimerci. Il viaggio tra l’interiorità e l’esteriorità disegnato da questo brano risulta intenso ed emozionante e non stanca mai, anche e soprattutto grazie alla cura di ogni aspetto che ho provato qui a descrivere, ma alla quale viene resa giustizia solo con un ascolto attento, ripetuto molte volte e vissuto a cuore aperto.

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