GIONTA – Eyes of a desperate soul

ANNO: 2021
GENERE: Elettronica/Pop/Sperimentale

PROTAGONISTA: Lui si chiama Antonio Francesco Daga, ma in arte si fa chiamare Gionta. Classe 1995, originario di Sassari, questo particolare artista comincia ufficialmente la sua carriera nel 2019 con la pubblicazione dell’EP di debutto Space Monkeys sotto il nome di Antonio F. Il 26 marzo 2021, un anno dopo una pandemia globale che ha immobilizzato il mondo e dopo una forte maturazione musicale, Antonio rinasce come Gionta per pubblicare il suo secondo album, un nome che non è soltanto uno pseudonimo, ma una vera e propria affermazione della propria identità. Gionta è infatti il cognome di suo padre, un cognome che non ha mai potuto portare e di cui si è romanticamente riappropriato per farne la firma della sua arte, accettando il passato per costruire un nuovo futuro.

INGREDIENTI: Eyes Of A Desperate Soulè un album estremamente variegato e racchiuderlo in un genere risulta difficile. La componente principale, l’elemento principe che regna al di sopra di ogni altro, è indubbiamente l’elettronica, un minimo comun denominatore che costituisce un impianto assolutamente ben reso. Al di fuori di esso però, c’è un mondo intero di influenze che rapisce l’ascoltatore in una giungla di suoni: ovunque ti volti, c’è qualcosa di nuovo da scoprire, un nuovo colore, una nuova varietà di fiore. Mondi apparentemente distanti convivono in un’armonia sottile in cui Gionta si destreggia abilmente. E allora sì: l’elettronica può convivere con il cantautorato. Il pop può convivere con il tribale. La dub può convivere con il raggae.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Per tutta la durata del disco vi è una quasi impercettibile componente oscura, ombrosa, qualcosa che ha che fare con la profondità dell’animo umano come già il titolo ci anticipa. In questo contesto, Gionta riveste i panni di un demiurgo della notte, creatore e distruttore. Ma la distruzione va spesso a braccetto con la creazione, non a caso la stessa parabola di Antonio F/Gionta rispecchia questo binomio. E allora largo alla sperimentazione, largo ai mix impensabili. Affondare nel buio per poi riemergere verso la luce, disintegrare i generi per ricomporli secondo il proprio gusto. La musica si fa veicolo di rinascita, e noi non possiamo far altro che assistere meravigliati, sperando, magari, di essere contagiati dalle fiamme della fenice Gionta.

  • 7/10
    Voto - 7/10
7/10

Giudizio riassuntivo

La musica si fa veicolo di rinascita, e noi non possiamo far altro che assistere meravigliati, sperando, magari, di essere contagiati dalle fiamme della fenice Gionta

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