Es – Tutti Contro Tutti Portiere Volante

GENERE: loro si definiscono pop rock naif.

PROTAGONISTI: ALes (voce, chitarra, tastiere, campioni), Mario Gentili (basso, chitarra, cori), Simone Faggian (batteria), Damiano Cavallin (chitarra, campioni, cori), Tina (voce, cori)..

SEGNI PARTICOLARI: terzo album per la band veneta, a ben otto anni di distanza dal precedente ‘The Mistercervello Lp’ e dopo che negli ultimi tre anni non c’era stato alcun segno di vita, nemmeno un concerto. La lineup, rispetto al passato, è parzialmente rinnovata.

INGREDIENTI: il titolo del disco lascia intravedere le caratteristiche generali del contenuto, ovvero il fatto che consiste in brani che nell’insieme sono scarsamente legati tra loro e non creano alcun filo conduttore, e singolarmente hanno una struttura poco attenta al classico schema strofa – ritornello e difficilmente prevedibile nel proprio sviluppo. L’iniziale ‘Kerry Von Erich’ è il brano più lineare, sia nel suono che nell’andamento, dopodiché troviamo davvero di tutto: ‘7:30 Lunedì’ si basa sulla ripetizione di giri melodici, lo stesso vale per ‘Air Guitar’, che però è strumentale; ‘Sto Benissimo’ vede un apparente aplomb dietro i quali si nasconde, nemmeno troppo velatamente, una certa inquietudine, ‘Ex Bambini Buoni’ parte sgangherate e si rimette a posto gradatamente per fiorire in una melodia trascinante; ‘Metà Di Metà’ è una mid tempo tanto rotonda quanto ficcante; ‘L’Articolo The Davanti A Nome Di Band’ e ‘Ho Ormai I Tuoi Nei (Quando Tu Accarezzi I Miei) ’ esprimono due concetti diversi di abrasività, uno più dinamico e controllato ed un altro più incisivo e senza freni.

DENSITA’ DI QUALITA’: si potrebbe andare avanti a descrivere il disco canzone per canzone, ma si rischierebbe di perdere di vista la chiave di lettura più corretta per un giudizio d’insieme. Senz’altro la mancanza di coesione tra i brani non è mai un punto in favore della qualità di un disco, ma qui non si smette un secondo di rimanere fortemente impressionati da come le soluzioni ogni volta proposte godano di un gusto estetico stupefacente e al contempo siano sempre efficaci e funzionali, sotto tutti i punti di vista. La metrica riesce ad essere spesso ardita senza andare mai fuori controllo, l’utilizzo della seconda voce femminile ha un ventaglio di modalità amplissimo, lo stesso timbro della voce principale sa cambiare radicalmente a seconda del suono e del mood della canzone; le linee delle chitarre sanno quando andare semplicemente a sostenere la voce, quando ricamare insieme ad essa e quando, infine, prendersi il proscenio; la fantasia della sezione ritmica è notevolissima. Inoltre, il disco ha una marcia in più non solo per come vengono concretizzate le idee che stanno alla base dei brani specificati sopra, ma anche per come si riesce a far apparire credibili e centrate certe scelte che, in teoria, sono dettate da puro nonsense, come la struttura di ‘7:30 Lunedì’, costruita su due metà che propongono ognuna la costante ripetizione di una melodia e di buona parte di un verso, o il ritornello di ‘L’Articolo The Davanti A Nome Di Band’ che chiude calibrate dissertazioni sull’importanza dell’immagine nel mondo cosiddetto indie non con una frase ad effetto, ma anche qui ripetendo con cattiveria le parole “The Es piuttosto che Es”, o lo stesso titolo di ‘Ho Ormai I Tuoi Nei (Quando Tu Accarezzi I Miei) ’. Questi momenti sono un andare fuori dagli schemi in modo apparentemente suicida ma in realtà rappresentano ogni volta le migliori strade possibili, proprio per come coniugano insieme gusto ed efficacia. Non ci si può che sentire costantemente rapiti e trascinati da un disco come questo.

VELOCITA’: come detto, estremamente varia.

IL TESTO:Il mio umore ha nuvole enormi a forma di bastione, casa non è l’esatto sinonimo di abitazione, il migliore dei miei solitari non ha fine, sono un uomo che tra le rovine si innamora ancora un’ora e questa camera si spezzerà a metà ” da ‘Metà Di Metà’.

LA DICHIARAZIONE: dalla biografia su Facebook: “Sempre sbilenchi nelle scritture, irrispettosi della forma strofa-ritornello ma, più attenti, adesso stringono le palpebre per osservare il circondario, prima di immettersi di nuovo in strada”.

IL SITO:musicatedesca.es’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *