Disco Noir – Aware

GENERE: indie-pop.

PROTAGONISTI: Teo Agostino: voce, chitarre, synth; Alessandro Marini: basso, armonizzazione; Giovanni Torresàn: batteria; Alessandro Giudici: pianoforte, synth, chitarre.

SEGNI PARTICOLARI: disco di debutto per questa band milanese, che ha comunque alle spalle un’intensa attività live.

INGREDIENTI: dal punto di vista della composizione, questo è un disco puramente pop, quindi le canzoni sono tutte caratterizzate da melodie immediate e atte a catturare subito l’attenzione dell’ascoltatore e hanno uno sviluppo che si alterna tra la alternanza più semplice strofa-ritornello e quella strofa-bridge-ritornello; per quanto riguarda i suoni, l’idea è di integrare tra loro chitarre e tastiere, in entrambi i casi con la voglia di basarsi su ganci melodici che hanno le stesse caratteristiche delle melodie principali di cui sopra; il timbro vocale è parimenti pulito e cerca di concretizzare al meglio il tono dolceamaro dei testi, i quali si rifanno a un’estetica un po’ snob e un po’ glam che potremmo definire un incrocio tra quella dei Baustelle e quella degli Suede. Va da sé che per l’efficacia del risultato finale hanno un certo peso le armonie che si vanno a creare tra chitarre, tastiere e voce e l’associabilità dei colori dati da esse con i testi.

DENSITÀ DI QUALITÀ: qui sopra abbiamo cercato di immaginarci e spiegare le intenzioni della band, mentre ora dobbiamo dire se esse si rivelano riuscite oppure no all’ascolto del disco. La risposta è molto semplice ed è assolutamente e convintamente affermativa. I Disco Noir riescono a basarsi sulla valenza di elementi semplici ma che, quando ci sono, rendono il risultato irresistibile: bellezza delle melodie, efficacia del suono e dei giri strumentali, forza evocativa dei testi. Per gli amanti di questo tipo di indie-pop e di estetica, Aware è un lavoro che va ascoltato assolutamente.

VELOCITÀ: varia ma mai troppo lenta né troppo veloce.

IL TESTO: ne prendiamo più di uno per far capire quanto la descritta estetica pervada tutto il disco: “E riascoltando certi dischi mi penserai, e rileggendo certi libri ricorderai le notti in cui mi disegnavi la bocca con il miele denso tra le dita” “Siamo fuori dal mondo, amarsi ora è come iscriversi a Myspace, son più modern le rovine di Pompei di noi” “Non si può cambiare mai la verità, infelici per necessità, future celebrità, ambigui per fedeltà, autori di atrocità, sporchi per comodità” “La volgarità è l’espressione più repellente ed io la combatterò, sesso, oppio e Vogue sono la mia cura”.

LA DICHIARAZIONE:L’evanescente bellezza delle cose suscita in chi guarda il sentimento malinconico che l’estetica giapponese identifica con il termine “aware”” dal comunicato stampa.

IL SITO: ‘disconoir.bandcamp..com’

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