Granturismo – Caulonia Limbo Ya Ya

GENERE: calypso-punk.

PROTAGONISTI: Claudio Cavallaro (voce, chitarra, hohner pianet, percussioni, cori), Enrico Mao Bocchini (batteria, percussioni, cori), Alfredo Nuti Dal Portone (chitarra, cori).

SEGNI PARTICOLARI: Dopo tre anni e parecchi chilometri macinati su e giù per l’Italia i Graturismo di Claudio Cavallaro si presentano con un nuovo disco, il secondo per la precisione, che fin dal titolo ‘Caulonia Limbo Ya Ya’ fa strabuzzare gli occhi e le orecchie.

INGREDIENTI: Registrato in presa diretta in poco più di tre giorni, gli undici brani, che si presentano nudi e crudi mostrano una variegata ricchezza di suoni mescolati sapientemente. Evidenti i richiami alle atmosfere e alle sonorità dell’immaginario latino, dalla bossa nova al mambo alle tradizioni hawaiana, che si confondono con riff dall’anima Rock And Roll. Un anima che si percepisce e che supporta e sostiene i gorgheggi melodici tropicali.

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Caulonia Limbo Ya Y’a potrebbe sembrare un titolo bizzarro per un album, eppure dopo che si ascolta si apprezza a pieno la scelta di Cavallaro e soci. Travolgente fin dalle prime note, il ritmo solare è il padrone incontrastato e i primi brani ti catapultano direttamente sulla spiaggia di Bahia o di Honolulu. Melodie leggere e spensierate, accompagnate da testi ben confezionati, mai banali nella ricerca delle rime come in ‘Me Ne Vado Al Mare‘. La voce di Cavallaro calda e sapientemente usata, mai urlata o strapazzata ben si coniuga con i toni rotondi e armoniosi dei suoni caraibici, tutto un tratto risulta facile immedesimarsi nelle storie raccontate in’ Vieni a Dormire Con Me‘ o in’ Meraviglioso Errore‘. Questo tripudio di colori forti e scintillanti culmina con il sesto brano ‘Inno Alla Repubblica Di Caulonia’, completamente strumentale, movimento puro che funge come una sorta di cesura rispetto ai brani successivi, non un taglio netto ma un passaggio graduale. Per onore di cronaca Caulonia è davvero un paese reale e sito in Calabria, celebre per essere stata, nel corso della sua storia, una repubblica rossa per cinque giorni, per merito di un sindaco dall’animo sovversivo. Aneddoto che in qualche modo è giunto fino in Romagna alle orecchie dei Granturismo. Lo stesso brano, ma in versione lenta, ritorna a chiusura del disco. L’inno si conclude, il sole tramonta e le note gioiose si sostituiscono a toni più malinconici e distesi e ci si lascia cullare dai sentimenti di ‘Distanze’ e dalla melodia della sonata ‘Dubbi’.

Questo disco ammalia e il suo mood tropicale fa sognare mondi lontani e giorni felici, la ricchezza dei suoni ben si lega ai testi semplici e intelligenti e alle atmosfere spensierate. Sicuramente da ascoltare sotto il sole cocente, così come in una giornata uggiosa. Particolare anche la scelta visiva proposta nei video, dove lo spazio e la comunicazione vengono lasciate completamente alla musica ed il trio rimane in disparte nel ruolo del semplice spettatore o di un gruppo di mariachi che fanno siesta.

VELOCITA’: lasciatevi cullare dai ritmi caraibici e dalle ballate dal sabor di Sudamerica.

IL TESTO: “Chissà , forse morire vuol dire soltanto non essere visti” da ‘Non essere visti‘.

LA DICHIARAZIONE: “Una notte ho sognato che mi trovavo ad Acapulco con tutti e quattro gli Abba a bere Martini a bordo piscina come dei veri nababbi, e su ognuno dei loro teli da mare c’era ricamata una parola: “Caulonia”, “Limbo”, “Ya”, “Ya”. Il barista che ci serviva da bere aveva la testa da elefante e 4 braccia, proprio come il dio hindu Ganesha. Eravamo ricchissimi, splendidi, nordici. La vita era una festa vuota senza fine. Non poteva durare. Infatti poi mi sono svegliato e tra le mani mi era rimasto solo il titolo.”¨” da intervista su Mescalina.it.

UN ASSAGGIO ‘Me Ne Vado Al Mare’

IL SITO: Granturismo Bandcamp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *