Cadori – Non Puoi Prendertela Con La Notte

Etichetta: Labellascheggia

GENERE: cantautorato drem-pop.

PROTAGONISTI: Giacomo Giunchedi, abruzzese di stanza a Bologna. Questo disco vede la partecipazione di ospiti quali Aurora Ricci (Io e la Tigre), Giulia Olivari (già a lavoro con i Toralkiki) e Andrea Lorenzoni..

SEGNI PARTICOLARI: secondo album sotto il moniker Cadori per Giunchedi, che in passato aveva fondato i Torakiki, che si erano esibiti anche a Ypsigrock.

INGREDIENTI: già dal primo disco e dai successivi EP si capiva chiaramente la voglia da parte di Giunchedi di basare il proprio stile sul connubio tra sogno e melodia. Qui, l’idea viene decisamente sviluppata con più decisione, e si può tranquillamente parlare di un autore a cui piace scrivere melodie dallo stile piuttosto classico e affogarle in un mare di eterea morbidezza. Questo concetto di base viene portato avanti con diverse modalità ma con alcune caratteristiche che si mantengono costanti nel corso del disco, ovvero un suono tanto nitido quanto delicato e il costante intrecciarsi di strumenti acustici con sonorità digitali, soprattutto nella parte ritmica. Tutto ciò, come detto, viene declinato in modi diversi, per cui troviamo una KFM particolarmente attenta alle atmosfere, con la melodia vocale che esiste giusto per il minimo indispensabile, una Guai che risulta, invece, particolarmente pop, ritmata e concreta, una Benzina decisamente cupa e ansiogena, una Naoko molto asciutta nel mantenere le caratteristiche di base sopra descritte.

DENSITÀ DI QUALITÀ: bellezza estetica, immediatezza, abilità nel variare mantenendo una forte coerenza, capacità di rapire con facilità l’ascoltatore e cullarlo con calore ed eleganza. Tutti questi pregi sono presenti nell’album, e Cadori mostra di essere ormai in grado di maneggiare la materia dream-pop come pochi altri in Italia, e allo stesso tempo di essere un compositore raffinato ed efficace. Il disco perfetto per iniziare a godere delle piacevolezze dell’autunno, come un bel piatto fumante di zucca al forno, l’aroma del buon tè caldo, il tepore di una morbida coperta.

VELOCITÀ: tra il tranquillo e il molto tranquillo.

IL TESTO:Tutti un po’ allo specchio si odiano, si schiudono le viole, si riscoprono parole che scompaiono e ricompaiono, e tutto si ripete, tutto scade come un pacco di cracker, ma non ci stare male, non ti devi addormentare, qui ci portano, qui ci conducono, nelle meraviglie di queste giornate, tu quando torni? Nelle meraviglie di queste giornate, quando ritorni, nelle meraviglie di queste giornate nuove ”, le parole con cui si conclude il disco, da Audrey Hepburn.

LA DICHIARAZIONE:Non puoi prendertela con la notte ha avuto una gestazione molto più lunga e più libera, slegata da ogni tipo di scrupolo su ciò che può pensare l’ascoltatore, cosa che nel primo disco invece mi interessava di più e che credo all’epoca abbia condizionato la mia fase creativa. In questo disco ho invece deciso di concentrarmi sulle mie idee senza troppi compromessi””, dalla nostra intervista.

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