Luminal-Amatoriale Italia

GENERE: Alternative Rock, Post Punk

PROTAGONISTI: Carlo Martinelli (Voce e armonica), Alessandra Perna (Basso e voce), Alessandro Commisso (Batteria).

SEGNI PARTICOLARI: i Luminal giungono dalla capitale per il loro terzo album ‘Amatoriale Italia’ in una veste completamente rinnovata, dopo un corposo cambio di formazione. I due album precedenti Canzoni di tattica e disciplina e Io non credo, realizzatati con lâ’etichetta Action Directe, hanno riscosso un buon successo mediatico con passaggi su reti come MTV e La7 e collaborazioni di musicisti come Nicola Manzan e Andrea Pesce.

INGREDIENTI: ‘Amatoriale Italia’ fa sentire da subito il suo carattere duro e aggressivo rispetto ai precedenti lavori. I suoni, le voci, i testi sono urlati e diretti, il basso diventa protagonista di molti brani che acquistano ritmo e spessore. Attitudine punk al mille per mille che sâ’incastra in testi spesso cantati se non addirittura recitati.

DENSITA’ DI QUALITA’: Amatoriale Italia è come una doccia fredda anzi freddissima: chi si aspettava i Luminal dei dischi precedenti rimarrà  con gli occhi e le orecchie sbarrati. Spiazzante per molti aspetti, lâ’album mostra in quindici brani uno scenario da italietta che sprofonda in cliché e personaggi al limite del porno trash. Storie vere, dicono i Luminal, riprese in maniera amatoriale dallo spioncino della porta e raccontate dal trio in maniera grottesca e parossistica. I suoni subiscono lo steso trattamento, tutto viene reso grezzo, sporco e spogliato della melodia. La sezione ritmica diventa il vero cuore che pulsa a ritmi punk, toccando punte molto vicine alla scena metal e il basso a fare da apripista e dettare il mood di molti brani come ‘ Una Casa In Campagna‘, ‘Dio Ha Ancora Molto In Serbia Per Te‘. Difficile trovare le muse ispiratrici di questo album, allâ’ascolto sembra di cogliere a tratti il recitato del teatro Degli Orrori dellâ’Impero Delle Tenebre, a tratti la durezza dei Linea 77 privi di cross over, e vaghi richiami a riff degli Antrax. Un turbine di velocità  e voracità , nella quale non mancano alcune tracce definibili come ballate che concedono un poâ’ di respiro come ‘Una Discografia Dei Cohen‘.

Anche la parte testuale viene spogliata da molti, se non tutti, i fronzoli e si presenta nuda e cruda. I Luminal non hanno più voglia di nascondersi dietro ad una metafora ben confezionata, ma di spiattellare tutto senza filtri, di raggiungere le orecchie della gente senza possibili fraintendimenti. La società  moderna, post trattamento, ne esce sbriciolata, ridicolizzata, nessuno è immune: hipster, maniaci di facebook, starlette senza arte, amori virtuali, la stessa scena musicale indipendente italiana viene tacciata di troppa autoreferenzialità  in ‘C’è Vita Oltre Rock It‘. Un disco che taglia i ponti con il passato e getta nuove basi per il gruppo, una scelta di stile coraggiosa che probabilmente lascerà  i vecchi fan con un poâ’ di amaro in bocca e attirerà  nuovi ascoltatori. Nota di merito per il brano ‘Grande Madre Russia‘ che coglie in pieno il carattere schizzofrenico di Amatoriale Italia.

VELOCITA’: il ritmo non manca nella maggior parte dei brani salvo eccezione per alcune ballate, quindici tracce che trascinano nel punk spinto.

IL TESTO: ‘chissà  se credevo davvero esistesse davvero il modo di restare con la testa fuori dallâ’acqua senza cercare neanche un poâ’ dâ’imparare a nuotare ‘ da ‘Una Discografia di Cohen

LA DICHIARAZIONE: ‘Carlo vs. il giovane hipster. Il primo testo nato per questo disco. E’ zeppo di luoghi comuni, ovvietà , banalità  e retorica. La tragedia è che si tratta soltanto di cose tragicamente reali. ‘ da Amatoriale Italia raccontato da noi Luminal pezzo per pezzo su Dance Like Shaquille Oâ’Neal.

UN ASSAGGIO: ‘Grande Madre Russia’

IL SITO: luminalband.it

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