Nicola Setti-Ahilui

GENERE : cantautorale

PROTAGONISTI: Nicola Setti

SEGNI PARTICOLARI: suonato con i Wolther Goes Stranger, prodotto da Luca Mazzieri (Wolther Goes Stranger, A Classic Education), masterizzato da Jonathan Clancy (A Classic Education/His Clancyness), e curato visivamente da Luca Diperro. Questi sono i numeri del nuovo album di Setti uscito per La Barberia nel corso del 2013.

INGREDIENTI: il modenese Setti dopo un EP e un tour decisamente fuori dagli schemi nel 2012, si presenta con un album d’esordio composto di otto tracce, che riescono, in una ventina di minuti, a conciliare appieno la necessitÀ espressiva di Nicola, con il gusto molto moderno per il ritmo, le sonoritÀ affini a una certa musica elettronica e una spiccata vena nostalgica per i riverberi e i delay. L’album nel complesso suona dinamico e leggero, come alcuni dei primi lavori di Bugo e di Dente. Lo zampino dei Wolther Goes Stranger si percepisce in tutto il disco, e dona ai pezzi un sapore moderno e rotondo. Riverberi di chitarre, cori aggraziati e non invadenti e qualche tocco di colore d’ispirazione surf pop sostengono le liriche di Nicola, incastrandosi e inserendosi in una trama concettualmente predisposta per atmosfere acustiche.

DENSITA DI QUALITA’: Ahilui è un album poetico, costituito da leggere confidenze, storie semplici e concetti universali, che si snodano per le otto tracce che lo compongono. ‘Dinamiche‘ è la prima sorpresa e anche l’ultima in ordine di ascolto, spiazzante, atipica nella forma, costituita da un’unica strofa che s’interrompe all’improvviso, nel momento clou, in cui ci si aspetterebbe l’esplodere di un ritornello. Senza alcun dubbio un modo inconsueto per chiudere un album, come se qualcosa di più urgente avesse distolto lo sguardo di Setti dal suo racconto. ‘ Kentucky‘ è un pezzo dritto, ritmico e coinvolgente che racconta i rimpianti di una coppia in una cittÀ più immaginaria che reale. ‘Seppia‘ è una passeggiata impalpabile sulla battigia di un mare invernale, è l’unico brano precedentemente pubblicato e qui riproposto con un nuovo arrangiamento, che in qualche modo riesce a donare una nuova luce alla storia di una coppia sul litorale di Rimini, alle prese con un gabbiano un po’ molesto. Se il nucleo sta nel mezzo i brani ‘Pezzi ‘ e ‘ Deserto‘, più concettuali e profondi, sono inseriti dall’autore nel cuore dell’ascolto, e sebbene la prima sia marcatamente più dinamica e, la seconda più onirica e suggestiva, entrambe pongono i propri protagonisti di fronte a sfide impegnative, come l’inevitabilitÀ delle cose e la perdita di se stessi, il tutto sapientemente condito da uno sguardo surreale, ironico, al limite del drammatico. Il lavoro realizzato da Setti ha dato vita ad un’opera personale, atipica e al tempo stesso familiare, che con distacco e leggerezza ci lascia un po’ di agro e un po’ di dolce.

VELOCITA’: Otto brani vivaci, ma non troppo.

TESTO: “George ha perso molto tempo a non essere te stesso proiezioni ortogonali ed altri istinti primordiali” da ‘George

LA DICHIARAZIONE: “Non so come ringraziare Luca e Giovanni de La Barberia e i Wolther Goes Stranger, persone meravigliose, uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto” da sito web mondosetti

UN ASSAGGIO: ‘Deserto’

IL SITO:Mondosetti

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