…A Toys Orchestra – Midnight (R)Evolution

GENERE: indie-pop.

PROTAGONISTI: Enzo Moretto: voce, chitarra, piano, synth; Ilaria De Angelis: voce, synth, piano, chitarra, basso; Raffaele Benevento: basso, chitarra, voce; Andrea Perillo: batteria.

SEGNI PARTICOLARI: la band di Agropoli torna con un nuovo disco solamente 18 mesi dopo il precedente ‘Midnight Talks’: tra quest’ultimo e ‘Technicolor Dreams’ era trascorso il doppio del tempo.

INGREDIENTI: i soliti che ormai caratterizzano il corso attuale del gruppo, iniziato proprio con ‘Techincolor Dreams’. Canzoni sempre estremamente melodiche, un’atmosfera in bilico tra spensieratezza ed introspezione, un suono che prevede un nucleo centrale composto dalla chitarra elettrica e dalla tastiera attorno al quale girano altri elementi. Qui, rispetto ai due lavori precedenti, gli elementi accessori sono prevalentemente archi, con i fiati ed i synth in netta minoranza, con la conseguenza che le spigolosità risultano ridotte ed il suono è sempre pieno e rotondo. Dal punto di vista dell’impronta generale, c’è un po’ meno vivacità nell risultato complessivo, che si sviluppa per quasi tutto il tempo su toni poco sgargianti, ambientazioni soffuse e ritmi parimenti rallentati. Non mancano le accelerazioni che corrispondono anche ad un aumento di robustezza del suono, ma sono momenti dal peso specifico poco influente nell’economia del lavoro. In diverse circostanze, poi, viene molto più facile rispetto a prima accostare ciò che si sta ascoltando a gruppi internazionali come gli Arcade Fire nella title track e primo singolo del disco, i Franz Ferdinand nell’ultimo terzo di ‘Noir Dance’, gli ultimi Coldplay in ‘Welcome To Babylon’, gli Interpol in come si conclude ‘You Can’t Stop Me Now’.

DENSITA’ DI QUALITA’: per un gruppo come i Toys, questo disco non è nient’altro che il minimo sindacale. Dal punto di vista della scrittura dei brani, non solo non si dice nulla di diverso rispetto agli ultimi dischi, ma soprattutto le melodie risultano un pochino appannate in termini di efficacia ed incisività, se si esclude quella della citata title track. Per quanto riguarda la produzione artistica, anche qui manca il giusto mordente quando ci si muove su territori in continuità con il passato, mentre quando si prova a fare qualcosa di diverso non avviene, in realtà, un rafforzamento della propria personalità ma si riscontra, al contrario, uno spossessamento della medesima nel richiamare piuttosto esplicitamente altri gruppi. Non si sta dicendo che questo è un brutto disco, né si vuol fare una colpa alla band di non aver realizzato il terzo disco splendido consecutivo, perché non è facile per nessuno riuscire in una simile impresa, ma il passo indietro è evidente e non si può evitare di rimarcarlo. Certo, viene da domandarsi il perché di un ritorno così repentino quando non si aveva nulla di nuovo da dire e non si è trovato di meglio da fare che appoggiarsi a quanto era già stato ampiamente proposto da altri, ma queste considerazioni non sono di competenza di un recensore: qui si dà un giudizio di merito sull’album, e nello specifico si esprime la considerazione che ‘Midnight (R)Evolution’ raggiunge la sufficienza, ma oltre non va.

VELOCITA’: come detto sopra, maggioranza di ritmi tranquilli con qualche accelerazione.

IL TESTO:Oh Lord! Revolution broke out in the street. Neckerchief on your mouth, join and clanch your fists” dalla title track.

LA DICHIARAZIONE: Enzo Moretto a ‘toylet.it’: “Gli Arcade Fire ci piacciono moltissimo, sono una delle più grandi realtà di questo momento, e probabilmente li abbiamo metabolizzati facendoli finire dentro il nostro modo di scrivere.”.

IL SITO:Atoysorchestra.it’.

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