The Shell Collector – 2 Is The Beginning Of An Army

GENERE: sul sito della giovanissima etichetta Tuna Records di fianco al nome The Shell Collector è scritto ‘Post-Progressive’. Ci fidiamo.

PROTAGONISTI: Enrico Tiberi, Alessandro Vagnoni, Manuel Coccia.

SEGNI PARTICOLARI: la campagna di lancio del primo lavoro in studio dei marchigiani Shell Collector viene accompagnata da un’idea semplice e fortunata: un contest fotografico online. Tema il titolo del disco, ‘2 is the beginning of an army’ e come premio ovviamente una copia fisica dello stesso. Da anni coinvolti nei migliori progetti metal della regione, dai ventennali Resurrecturis agli ‘estremi’ Infernal Poetry (o anche in entrambi come il talentuoso batterista Alessandro Vagnoni), i tre musicisti mettono su un ep breve, denso e aperto a diverse influenze.

INGREDIENTI: l’influenza maggiore potrebbe venire dal background metal dei tre, come fa pensare la traccia uno dell’ep, ‘Riots‘: aggressiva nel titolo, nel testo e nell’esecuzione. Ma negli Shell Collector c’è anche tanta voglia di sperimentarsi, così la seconda traccia spiazza un po’ tutti: ‘It’s all a tape recording‘ è composta da tre minuti e mezzo strumentali di pianoforte a tratti cupo a tratti Yann Tiersen, con sprazzi d’elettronica. Il risultato è apprezzabile.

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Le blue prince‘ concentra l’eclettismo degli Shell Collector con la strofa pesante, il ritornello a marcetta e un convincete intermezzo strumentale. La ricchezza musicale è coerente con la ricchezza tematica dei testi: ‘Le blue prince‘ può essere considerata sia una dichiarazione d’amore alla Lady che si vuol salvare sia una dichiarazione di guerra al resto del mondo (che come il titolo del”ep suggerisce è un topic che unisce tutte le tracce).

Ma è quando l’atmosfera si distende che gli Shell Collector diventano piacevoli anche per un pubblico meno abituato ai suoni duri, così ‘The filter rings as a bell‘, in equilibiro tra post-rock sognante e ballata metal, potrebbe essere il brano più efficace di tutto il lavoro. I versi descrivono bene il contrasto fra tre personaggi: l’attore deluso, il regista freddo e lo sceneggiatore commerciale. L’ep si chiude con un altro pezzo metal, ‘Left of the soul‘ e l’impressione conclusiva di ‘2 is the beginning of an army’ è di tanta competenza e buone idee da sviluppare e avere maggior respiro nel full length, previsto per i primi mesi del 2014.

VELOCITA’: ventidue minuti che sembrano dilatati

IL TESTO: ‘ACTOR: “where’s the one who makes you love / and where’s the one who makes you vibe / and where’s the one for which you’d die?” DIRECTOR: “those emotions glitchin’ leave apart, you are the new cool standard for the folks.”‘ da ‘The Filter Rings a Bell

LA DICHIARAZIONE: ‘Dall’elettronica glitch dei Telefon Tel Aviv più melodici, alle soluzioni acide del grunge degli anni ’90, passando per Beatles, Pink floyd, Led Zeppelin… ‘ dalla descrizione dell’album su rockit.it

UN ASSAGGIO ‘The filter rings a bell’

IL SITO: theshellcollector.com

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