Roccia Ruvida: Gianfranco Mauto

Dopo la scorsa puntata decisamente al fulmicotone con Aban direi che riprendo fiato con qualcuno che non solo dimostra di aver colto a pieno i miei sarcastici spigoli fintamente avvelenati, ma sa anche come bruciare attorno quasi ogni possibilità di replica. Gianfranco Mauto, cantautore romano, sforna un disco dal titolo “Il tempo migliore – Acustico” che è la versione piano e voce del suo disco “Il tempo migliore” (appunto). Ma in aggiunta troviamo una chicca davvero niente male: “Nero Bianco e Blu”, un testo inedito dell’eterno Piero Ciampi scritto per Miranda Martino. Dunque Mauto la prende e la musica, ne fa canzone e ce la restituisce, da solo e con la stessa Martino in un duetto emozionante. Io cerco sempre di scavare dentro le pieghe della pigrizia sociale, dove il cantautore è ormai bistrattato da ogni dove in luogo di un più comodo automatismo concettuale spendibile sulla pubblica piazza. E qui ci sarebbe davvero di cui parlare per ore… su tutte, per chi come me si ferma ancora ad ascoltare, o almeno ci prova, vince la semplicità, vince l’umiltà con cui un’anima sfoggia il suo coraggio nel volerci provare. Anima alta dunque… alta com’è alta la canzone di questo disco che ha davvero poco tempo da perdere con il cinguettio della massa automatizzata e sempre più incapace di ascoltare.

Beh pare inevitabile sottolinearlo. In un tempo in cui il disco è totalmente in crisi, la canzone d’autore pop italiana è assolutamente oggetto di totale indifferenza e aridità di attenzione, il cantautore ha praticamente perduto ogni appiglio di carriera (vedi un De Gregori che non scrive inediti da anni ma vive totalmente di rendita)… MAUTO di un suo disco ne pubblica addirittura due versioni. I miei complimenti… capisco il cuore e il romanticismo… ma sei cosciente che è un totale suicidio?

Dipende da che punto guardi! Ma per quanto mi riguarda, per la musica vale la pena vivere e rischiare e, almeno con la musica, ognuno è ancora libero di scegliere la propria via: il tempo ci dirà chi si è suicidato e chi invece ha vissuto…

Che poi nell’era del tutto omologato e patinato, nell’era delle grandi produzioni perfette e digitali, la seconda release di “Un tempo migliore” è di solo pianoforte e voce. Dunque davvero ostinarsi contro tutto. E poi ci lamentiamo che non funzionano le cose… oppure per te succede il contrario? Perché questa scelta?

Per lo stesso motivo che ti accennavo prima: non è detto che il treno che passa veloce sia quello giusto o che vada dove vuoi andare tu. Puoi scegliere di saltare giù e fare la strada a modo tuo. Personalmente credo abbia più valore questo fermarsi e rallentare piuttosto che correre dove tutto è più facile, mi piace ancora l’idea di ascoltare davvero le parole e la musica, trovare un senso profondo, anche divertente, ma “vero” nell’arte; il patinato viene già meglio a tanti altri…

Dentro il disco un inedito di Piero Ciampi. Detta così sembra tutto assai spettacolare. Poi alla fin fine anche questo ha riscosso (in termini nazionali e popolari) davvero poco (per non dire nessun) interesse. Come a dire: si cinguetta di Ciampi solo per dire che si conosce il nome in sede pubblica dovendo dimostrare di essere acculturati, oppure davvero è una roba che non sposta più niente per nessuno?

Quello che “sposta” sarà il fermarsi a cercare di capire quelle parole e, comunque in generale, quello che accade intorno: il mondo sarebbe un posto migliore se si ascoltasse di più…

Se Ciampi uscisse oggi? Io direi che avrebbe la stessa vita di Mauto, della mia, di quella di tutti… altro che successo… non trovi? E se si, secondo te perché?

Mi ricordo le parole dello storico direttore della RCA, Ennio Melis che, nei tempi in cui dominavano i “grandi” cantautori (“impegnati” e oggi diremmo “mainstream”), a chi gli chiedeva perché continuasse a produrre un irriverente come Ciampi rispondeva: “Per insegnare a gli altri come si fa”! Ecco, l’importanza della differenza, dell’essere oltre le righe, di provare almeno ad andare in quella direzione “ostinata e contraria”… Io non so se sarò in grado di spostare la linea di confine, di certo continuerò a provarci…

Per un attimo ci hai mai pensato che questo scritto potesse essere una “bufala”? Ti prego prendi le virgolette con moltissimo rispetto e ironia. Nel senso: chissà se il Ciampi del tempo abbia scritto la prima cosa che gli passava in mente e oggi, visto che abbiamo la malsana abitudine di cullare e spolverare i miti, gridiamo all’attenzione e al valore poetico di quello scritto solo perché è stato scritto da Piero Ciampi… sono convinto che se fosse stato scritto da Mauto o da me, sarebbe una cose come tante “meritevoli” di indifferenza…

In realtà nessuno conosce mai l’anima dell’artista nel momento in cui scrive, solo lui ne è consapevole (o almeno dovrebbe)! Di certo so che frasi come “un lupo senza denti mi ha leccato la mano” o “una risata che suona lontana mi ha accompagnato fin qui” sono immagini di una poesia e sensibilità altissima, e solo per questo meritano rispetto e, al di là di tutto, vale la pena custodirle…

Come di consueto torniamo seri e abbassiamo l’ascia di guerra. Che poi il coraggio de “Il tempo migliore” si celebra sotto ogni angolo dell’ascolto. Per te dunque cosa significa essere un cantautore oggi?

Mi piace pensarmi più ad un musicista che canta, come diceva Pino Daniele ed, in chiunque coltivi arte, non dovrebbe mancare proprio quel coraggio, quanto meno di essere se stessi: la speranza è che ci si provi, e la grande conquista sarà non avere paura di “essere diversi”. Tutto questo assomiglia per me al tempo migliore.

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