10 canzoni per… bere birra

Negli ultimi 25 anni, la birra artigianale e la musica indipendente in Italia si sono trasformati da realtà di nicchia a fenomeni sempre più sotto ai riflettori. Da appassionato di entrambe le cose, ho provato a trovare dei punti di contatto tra alcune tra le mie birre e le mie canzoni preferite, e ovviamente è stato difficilissimo dovermi limitare a 10, proprio perché, in entrambi i campi, ci sono una varietà infinita e una qualità diffusa notevole.

Tipopils (Birrificio Italiano, pils, 5,2%)
Festa Mesta (Marlene Kuntz)
La birra storica per eccellenza in Italia non può che andare a braccetto con una canzone altrettanto storica. Entrambe rappresentano influenze a dir poco fondamentali nei rispettivi campi, e certamente, a una festa mesta, non mancherà comunque un po’ di birra dello stesso stile della Tipopils (ma ovviamente sarà molto meno buona)

Castigamat (Birrificio Rurale, black IPA, 7,5%)
Empty Space (Be Forest)
Una birra scura, decisa e dall’ampio bouquet aromatico caratterizzato comunque da note amare si accompagna bene con una canzone dalle stesse tonalità e che contiene molti più dettagli rispetto a ciò che l’impatto iniziale lascia intendere. In entrambi i casi, è bello e appagante addentrarsi nei dettagli coi sorsi, e con gli ascolti, successivi.

Doppelbock (Birra Elvo, dunkler bock, 7,5%)
An Afternoon With Paul (C+C=Maxigross)
La birra è pastosa e lo stile proviene da una Nazione (la Germania) nella quale il consumo di birra è legato alla socialità, al voler star bene, e alle grandi feste di piazza. Il tessuto sonoro di questa canzone è pastoso come il corpo di questa birra e le atmosfere che evoca sono esattamente le stesse che caratterizzano il contesto naturale della birra stessa.

Demon Hunter (Birrificio Montegioco, barley wine, 8%)
From Afar (An Early Bird)
Il barley wine tendenzialmente è valorizzato al meglio se viene consumato in solitudine, di sera, immersi nella comodità di una poltrona, riflettendo sul periodo che stiamo trascorrendo al momento. La canzone è adattissima allo scopo ed evoca esattamente l’introspezione serale legata naturalmente a questo meraviglioso stile birrario, interpretato con grande maestria da Riccardo Franzosi.

Brighella (Birrificio Lambrate, birra di Natale, 9%)
Canzone Di Natale (The Zen Circus)
La Brighella viene servita solo nel periodo natalizio, quindi qui l’abbinamento è scontato e non ha bisogno di troppe spiegazioni. Il Natale può essere tante cose, non solo positività e sensazioni buoniste, e questa canzone lo spiega al meglio, e allo stesso modo una birra di Natale può portare con sé un ventaglio aromatico più ampio rispetto al tradizionale dolce, e la Brighella ne è un perfetto esempio.

Sella Del Diavolo (Birrificio Barley, bière de garde, 6,5%)
Souvenirs (Grimoon)
Una birra di ispirazione belga e che ha come contesto naturale i piccoli birrifici di campagna che sono parte integrante della grande tradizione birraria di quel Paese, si abbina bene a una canzone in lingua francese e che dà l’idea di un pomeriggio di giochi proprio in campagna, con quell’aria frizzante che ci fa star bene, proprio come la vitalità di questa birra.

Daughter Of Autumn (Retorto, Scotch ale, 7,5%)
Portami Via Di Qua Sto Male (Perturbazione)
La regina delle Scotch ale italiane non può che chiamare la rilettura italiana di uno dei capolavori scozzesi per eccellenza. Mentre si assapora con gusto l’aroma torbato di questa birra stupenda, ci si immerge nell’atmosfera delle Highlands, ma rimanendo fisicamente in Italia, proprio come hanno fatto i Perturbazione confrontandosi col classico intramontabile dei Belle & Sebastian.

Impitoyable (Extraomnes, belgian strong ale, 9,6%)
Arpa E Tamburo (Studio Murena)
Una birra senza compromessi, a partire dal nome, e che rappresenta un connubio di stili, si abbina ottimamente con una canzone altrettanto sfrontata e che mette assieme mondi musicali all’apparenza lontani. Un dry hopping così marcato in una strong ale belga se lo può permettere solo un birraio sapiente come Schigi, e mettere insieme hip hop e jazz è un’arte che lo Studio Murena sta affinando sempre più. Botta alcolica e di aromi vs botta musicale e linguistico-vocale: una coppia perfetta.

Re Di Denari (Microbirrificio Opperbacco, birra spumantizzata, 9,4%)
E Se (Edda)
Le birre spumantizzate rappresentano l’unione tra la voglia di sperimentare e l’amore per la tradizione vinicola del nostro Paese. E chi, in questi anni, ha saputo sorprendere sempre, a ogni uscita, e ha, allo stesso tempo, mantenuto saldo il legame con la canzone italiana? Proprio Edda, che ha spiazzato tutti ancora una volta, mettendo perfettamente assieme atmosfere festaiole e testi provocatori. E, in Italia, non è festa senza lo spumante, ma anche una birra spumantizzata può servire allo scopo, soprattutto se realizzata a regola d’arte come questo capolavoro di Luigi Recchiuti.

Bollner (Alder Beer, double chocolate milk stout, 7,3%)
Simmetrie (Scisma)
Marco Valeriani, libero di poter svariare tra stili e sperimentazioni nella piccola realtà che si è creato da solo, propone questa birra per golosi ma allo stesso tempo amanti dei sottili equilibri tra dolce e amaro, che riempie tutto il palato e ci fa sentire a posto con il mondo. La stessa cosa è in grado di fare questa meraviglia degli Scisma, che, a cominciare dal titolo, mette tutto al posto giusto e dà sensazioni appaganti. “Questo istante esplode nell’altissimo, stagliandosi sopra di noi”, e non è esagerato affermare che ci si può sentire allo stesso modo anche assaporando questa goduriosa birra.

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