Roccia Ruvida: BLU 21

Beh certamente quando invece di coglierne il senso si risponde con il piede di guerra non posso che difendermi. Sempre con rispetto e romanticismo, sia chiaro. Paolo Bottini e Sergio Guida, ovvero i BLU 21 dichiarano poco sotto: “Noi facciamo musica da più di vent’anni. Abbiamo continuato a fare quello che facevamo prima. Nulla di più e niente di meno”. Beh questa risposta serve per controbattere le vostre frecciatine. L’esordio dei BLU 21 è decisamente fermo a 20 anni fa e più e i rimandi sono innumerevoli, dagli autotune, alle strutture, ai suoni… a tutto il resto. Oggi come questo “Ricordami” ce ne sono davvero molti e sinceramente non capisco cosa spinga gli artisti a replicare un format trito e ritrito. Poi se dobbiamo scendere nei dettagli, la strofa di “Mercole.dì”, cari amici BLU 21, liriche a parte s’intenda, io l’ho sentita mille e mille volte condita in mille e mille modi diversi. Ma quella è… poi ovviamente se volete possiamo accettare qualsiasi racconto politicamente corretto.

Ma non è questo il punto che voglio sottolineare. Il pop romantico di questo disco ha un pregio che lo rende personale, non unico ma personale. Celebra e sa celebrare l’incontro tra l’uomo (con le sue sbavature e le sue imperfezioni) con la macchina digitale che è precisa, quadrata, asettica e priva di espressione. Cosa ne esce fuori? Eccovi un disco canonico certamente, di cliché certamente, ma umano… e questo non è per niente scontato. Esattamente quel che accadeva con le prime derive di pop e di “trap” che avevamo 20 anni fa… ecco perché quei dischi funzionavano DAVVERO. E se voi BLU 21 non avete quel tanto citato “disco di platino” è perché oggi non significa più niente e poi perché oggi nessuno più arriva a fare DAVVERO quei numeri… scusate le lettere maiuscole… volevo solo specificare che chiacchierandole e/o comprandole e/o programmandole e/o girando la frittata a favor di morale nuova, anche io potrei essere un “disco di platino”. Ma questa è un’altra storia che spero non sporchi mai la verità umana di questo disco e dei BLU 21!!!

Ricordami” suona decisamente uguale a mille altri dischi. E questo ormai accade per tantissimi, accade da anni. Ma perché secondo voi? Ispirazione e libertà oltre il format?

Ma non crediamo che il nostro disco suoni  come altri. Altrimenti saremmo già disco di platino.

Tra l’altro ci sono strutture e soluzioni che davvero sembrano citazioni. Su tutte cito la strofa di “Mercole.dì”. Mi direte di no certamente e io la prendo per buona… stupitemi…

Beh se non citi la citazione siamo noi che non ti prendiamo per buono.

Cantiamo l’amore e sfoggiamo temi nazional popolari perché raccontare della società è come sparare sulla croce rossa? Questa si che è moda vero?

Forse è più di moda sparare a zero su questioni politiche e su temi sociali.

Ci sentiamo più a nostro agio se parliamo di emozioni e sogni come in “Poi chiudo gli occhi ” o come in “Parlami di te“ dove l’amore come l’intendi tu non compare.

Compare piuttosto la voglia di riscatto personale e di accettazione del proprio essere.

La pandemia ha fatto nascere tantissime cose, paradossalmente. Perché questo estremo bisogno di musica secondo voi? Non vi è mai capitato di pensare che forse era ridondante una voce in aggiunta al coro esistente e ormai già obeso?

Non rispondiamo per altri. Noi facciamo musica da più di vent’anni. Abbiamo continuato a fare quello che facevamo prima. Nulla di più e niente di meno.

E come sempre abbassiamo l’ascia di guerra per la domanda finale. E grazie per esser stati al nostro gioco. Certamente “Ricordami” è un disco che ai cliché e allo stile deve molto, battute a parte… ed è una direzione ampiamente condivisibile. E io penso che anche questo titolo

non sia tanto a caso, nonostante col tema dell’amore poi c’entri in altro modo. Ho trovato “Ricordami” un disco che nel suono futuristico di oggi ricerca un poco le origini di tante cose, un ricordare da dove veniamo e un celebrare quanto il futuro sia sempre un rimestare cose del passato… che ne pensate?

Non abbiamo ricercato nessuna direzione o non ci siamo prefissati nessun percorso a priori. Non è un disco studiato a tavolino. Il futuro esiste solo se costruisci il presente.

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