Interview: Vincenzo Fasano

Lui è Vincenzo Fasano, cantautore che con un’attitudine profondamente punk (che non rinnega la grande scuola del cantautorato, synth e influenze dance, e una malinconia estrema) torna dopo un periodo di assenza con Acquapunk, un album intenso, personale e universale che ci ha raccontato in quest’intervista.

Che è successo nel tuo ultimo periodo di assenza? E in che modo Acquapunk rispecchia questo tuo periodo di “ritiro”?
Ciao a tutti… Grazie per la vostra attenzione. Bella domanda, “fuori” è successo molto, ho visto che il mondo non sta girando dalla parte giusta, molta ignoranza, molto razzismo, troppi confini. Non voglio essere negativo, ho conosciuto molte persone che credono in un futuro di pace e giustizia e giornalmente si adoperano in piccole azioni per “costruire”. Acquapunk è il mio terzo album che chiude una trilogia ben definita di momenti della mia vita; rispecchia questo periodo di intensa ricerca personale e rappresenta un momento difficile ma rivoluzionario della mia esistenza. Questo “ritiro” mi ha permesso di guardarmi dentro, di avvicinarmi alla preghiera e al silenzio. Penso che il mondo ,allo stesso modo, dovrebbe guardarsi dentro e reagire.

Come sottotesto di Acquapunk noto una fortissima urgenza sociale, anche se nella tua poetica non è mai così esplicita. Ci spieghi un po’ meglio i temi che hai voluto affrontare?
Acquapunk parla delle persone che cercano un cambiamento diventando più consapevoli di ciò che sta accadendo; parla della salute compromessa del pianeta terra “… i ghiacciai che si sciolgono, le persone che si ghiacciano…”. La nostra Madre che è stata sfruttata dalle vecchie generazioni come un essere vivente maltrattato. Ultimamente però sto assistendo ad una presa di coscienza; si sente parlare del problema di microparticelle di plastica che “piovono” dall’ atmosfera e si depositano nei ghiacciai, della deforestazione incontrollata, dell’insostenibilità della produzione della carne..ecco tutto questo sta “venendo a galla” ed credo che siamo ancora in tempo per determinare il cambiamento che vogliamo.

Il primo singolo estratto è stato Dove Non Ci Troveranno. Perché hai scelto questo brano per introdurci al tuo disco?
In che modo è rappresentativo? Questo brano parla del consumismo inutile, della tecnologia che ci rende schiavi, della velocità della vita che non ci permette di dare la giusta attenzione a noi stessi e alle persone che ci circondano. D’altra parte, però, abbiamo la possibilità di salvarci da questo sistema “…quando ci troveremo l’ uno nell’altro di fronte ad un tramonto”, quindi dinanzi alla protezione della Natura. Rappresenta quindi un mio profondo desiderio di riavvicinamento all’essenza della Vita.

Chi è Vincenzo Fasano quando non suona?
Quando non suono ho una vita comunque molto intensa che divido tra la famiglia e il mio impegno nel sociale; per anni mi sono dedicato ai minori in difficoltà provenienti da zone di guerra o da famiglie problematiche. Oggi invece mi occupo di assistenza ai migranti. Questa vita, pur essendo molto impegnativa, mi permette di suonare e di scrivere anche per altri artisti. Ritengo tutto questo un privilegio, poter vivere una vita divisa “tra le strade e le stelle” .

Hai un passato punk, giusto? Qualche altro antefatto musicale che non ci aspetteremmo?
Ho ascoltato molto il punk, mi sono esaltato con quei ritornelli da supereroe, inni alla rivoluzione e ad una vita libera; questo mi ha certamente influenzato nella scrittura. Una volta avevo una gruppo punk, suonavamo in garage ed è finita lì, non abbiamo mai fatto un concerto!

Come è stato il tuo incontro con Matteo Buzzanca? E in cosa possiamo vedere il suo contributo nell’album? In che cosa ti ha influenzato?
Un incontro importantissimo quello con Buzzanca, nella scrittura ci siamo trovati immediatamente. Avevo in mente delle immagini che volevo tradurre in musica e Buzzanca è stato maestro nel farlo con molta naturalezza, grazie al suo talento e alla passione per il cinema. Questo ci ha portato a scrivere un album “filmico” , dove ognuno di noi può diventare protagonista.

Cosa c’è nel futuro di Vincenzo Fasano?
Scriverò per altri artisti, questo mi piace moltissimo, poi ho un progetto musicale per il cinema, ma quello che desidero di più è suonare con i miei amici musicisti in giro per l’Italia con l‘Acquapunk Tour!

La domanda che non ti ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto farti?
“Vincenzo, sei Felice?”

Grazie per queste domande. Ci vediamo dal vivo a Settembre! Un abbraccio.

Seguici!
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *