Interview – Sara Loreni

Il 25 giugno esce EROTICAMENTE, il nuovo singolo di SARA LORENI pubblicato da Uma Records.
Dopo Le buone notizie, singolo uscito nel 2020, la performer, producer e cantautrice – da molti ricordata come la ragazza con la loop station e la erre rutilante tipica della sua città, Parma – torna con un nuovo brano.
Un inno alle donne, un invito a credere di più in sé stesse e ad andare oltre i pregiudizi, dandosi valore e smettendo di inciampare nei giudizi degli altri. Questo è il significato del singolo di SARA LORENI, libera, spregiudicata e seducente come le notti estive.
 
In EROTICAMENTE un’elettronica allo stesso tempo audace ed elegante racconta di sessualità e solitudine vissute da un punto di vista femminile, svincolato da cliché ed etichette, lasciando l’ascoltatore in sospeso proprio sul più bello: “ma dopo un orgasmo è tutto più…”

Le abbiamo chiesto qualcosa in più.


 

Come convivono musica ed erotismo?
Più di una convivenza mi pare un vero e proprio sodalizio, musica ed erotismo si nutrono di
un’energia profonda legata al risveglio dei sensi e al movimento, si alimentano l’un l’altra in
una danza in cui la parola sfuma e la sensazione comanda. Penso che la musica sia erotica
e che l’erotismo sia musica. Entrambi generano moti a luoghi, sia reali che immaginari,
tensioni e risoluzioni.Qual è stato il primo approccio con la loop station, e poi come è andata?
Avevo visto alcuni video di Imogen Heap e Andrew Bird ed ero rimasta estremamente
affascinata, ma non sapevo minimamente da dove partire nemmeno per collegarla. La prima
loop station che acquistai era una RC-50 a due canali, mi chiusi in casa una giornata e alla
fine avevo scritto l’inizio di “Per non fare rumore”.

Cosa ti porti dietro della tua esperienza ad X-Factor?
Sono felice di averla fatta. Venni contattata da un talent scout, inizialmente non volevo
partecipare perchè c’erano molti pregiudizi nei confronti dei talent, soprattutto nall’ambiente
indie (parola dai contorni molto sfumati il cui senso e i cui confini andrebbero sicuramente
rivisti), è stata la mia amica Veronica a convincermi e gliene sono grata. Sono state
sensazioni fortissime che mi hanno permesso di conoscere meglio quel mondo e anche me
stessa.

Come nasce la tua collaborazione con Paolo Fappani e Daniele Cavalca?
Ho conosciuto Paola grazie a Nina, la mia manager, e ho percepito subito una visione comune e
una forte empatia, è una persona con cui mi trovo molto bene sia in studio, che fuori, e questo è
fondamentale. La musica è vibrazione, energia, è tutto ciò che viene prima della parola e della
razionalizzazione e per questo le energie devono essere affini e l’ambiente favorevole. Dan l’ho
conosciuto grazie a Marco dei Mushroom Project, me ne aveva parlato molto bene, feci alcune
ricerche e lo contattatai per un incontro. Credo che l’affinità con i proprio collaboratori sia da
cercare prima di tutto fuori dallo studio.

Quali sono i prossimi step? A quando un nuovo disco?
In autunno 😉

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