Interview – Rojabloreck

Dopo aver raccolto il plauso del pubblico specialmente in Patagonia, i Rojabloreck sono pronti a portare la loro musica impegnata (ma soprattutto impegnativa) anche lungo le sponde dei lidi natii. Sarà pronto il panorama nazionale a lasciarsi sedurre dall’alto ingegno dalla band che la stampa mondiale ha definito come “la più grande forma di creatività umana dai tempi dell’invenzione del cavallo”? Non lo sappiamo. Certo è che la risposta a questa e ben altre domande la troverete solo in “DECISIONI METEO”, il nuovo almanacco musicale dei Rojabloreck per chi, proprio come te che stai leggendo (e io che sto scrivendo), è stufo di essere deciso. In tutti i sensi che puoi immaginare. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con i ragazzi – pazzi! – e il risultato del nostro simposio sono le righe che seguono.

Ciao Rojabloreck, e benvenuti su Indieroccia. Identikit di base: tre aggettivi che vi caratterizzano e uno che proprio non vi appartiene.

Basati, Ironici (almeno 3 layers), Erìstici. Ironici.

Ma ve la ricordate la prima prova che avete fatto insieme? Vi va di raccontarci come siete nati, musicalmente parlando?

La prima prova è stata quasi per caso. Francesco stava facendo busking per le strade di massa e piano piano ci siamo ritrovati, senza conoscerci, io lui Pietro e Michele a cantare “La mula de Parenzo” a squarciagola. Purtroppo è arrivata la Siae e ci ha multati e abbiamo deciso di suonare insieme per pagarci la multa.
Musicalmente ognuno ha un background diverso, dal Metal alla Classica, dal Jazz al “Mongolian Throath Singing”.
Butta tutto questo in un calderone mescola e servi.

E il momento più imbarazzante che avete vissuto su un palco?

Dovevamo suonare a un evento in apertura ai “Big” della serata. Scaletta di 40 minuti. Il check va per le lunghe e a un certo punto dalla regia ci dicono “Ragazzi anzichè 40 minuti facciamo 30”. “Ragazzi facciamo 20”. “Ragazzi facciamo 10”. Appena saliamo sul palco dopo la prima canzone dalla regia sentiamo: “ragazzi questa è l’ultima”.

Arriviamo a noi: “Decisioni meteo” è il vostro nuovo singolo, un distillato di follia e ironia tagliente che sembra non risparmiare nessuno. Ci raccontate com’è nato?

E’ nato per omaggiare una pagina di previsioni del meteo della nostra città.
Lo scorso inverno è stata una stagione un po’ ballerina e piena di forti temporali improvvisi, ma “Piovonotroton” non ne ha sbagliata una.
Abbiamo pensato “cavolo ma questi non fanno le previsioni meteo, fanno le Decisioni meteo!”
Da li l’associazione con il progetto HAARP è stata facile ed ‘è scattato il bisogno di parlare un po’ di complotti.

Interessante anche la tecnica del collage di frasi fatte utilizzata sulla coda del brano, quasi ad attingere fonti da una realtà che pare dispotica, nel suo essere drammaticamente vera. Ma voi quanto vi sentite calati nel vostro tempo?

Noi pensiamo che stiamo vivendo la migliore tempolinea mai esistita, è piena di materiale su cui fare canzoni. Purtroppo è anche piena di grandi mali e di sofferenza, ed è proprio di questo che cerchiamo di parlare: un senso di inadeguatezza comune alla nostra generazione. Però cerchiamo di farlo in un modo meno serio un po’ come dice Pierre la Sultana “pure er Papa t ‘o dice: soridi che ‘a vita te soride, ennamoooo!”.

Tre artisti emergenti che vi sentite di consigliare agli artisti di Indieroccia.

Hyloiriscope, perché ci ha lasciato per suonare quella roba noiosissima, che almeno diventi famoso.
Apice, perchè ha contribuito al nostro insuccesso.
Federico Carro, perchè uno scrittore così non l’avete mai visto.

Domanda semplice, diretta e facilmente risolvibile: dov’è diretta, secondo i Rojabloreck, l’umanità?

Esattamente a queste coordinate 35°42’14.7″N 139°33’27.8″E.

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