Interview – Nube

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo per Revubs Dischi, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Nube su “Come un film di Wes”:

Nube, sei al tuo esordio con Revubs Dischi. Ti senti ancora “Nube” o il beltempo, in qualche modo, è arrivato?

Mi sento pienamente “Nube” ma non per questo non può esistere il bel tempo, “Nube” è fatto di bellissimo e bruttissimo tempo che si alternano. Sicuramente sono molto felice per questo esordio con Revubs Dischi, in questo pezzo c’è una sfumatura di me, ma è solo la prima.

Come ti approcci alla scrittura, da cosa nascono i brani che scrivi? Oggi, in questo lockdown perenne, sembra davvero complicato riuscire a trovare gli stimoli necessari a non smettere di cercare nuove ispirazioni.

Il fatto è che non mi approccio alla scrittura, è più il contrario. Per me la musica è un atto libero e naturale, non può vivere di costrizioni. Quindi, per risponderti, il mio approccio è letteralmente quello di lasciarmi avvolgere dall’ispirazione e dal mio istinto, quando questo accade inizio a scrivere di conseguenza. Sicuramente questo perenne lockdown ha complicato molte cose, sopratutto ci ha fatti sentire non “padroni” del nostro destino ma se devo essere sincero non ha intaccato la mia ispirazione, anzi, ho avuto modo di sperimentare molto in questo ultimo periodo.

A proposito di pandemia: com’è esordire in un momento del genere, con i palchi ormai chiusi da un anno? Hai pensato a soluzioni “interattive” utili a promuovere il tuo brano, o stai sperando nell’estate?

Il momento è critico per tutti, ma l’industria musicale è una delle fasce più colpite da questa pandemia. Il palco manca come l’aria, ma penso anche che quando avremmo di nuovo l’opportunità di esibirci sarà un’emozione senza precedenti. Onestamente sto sperando molto in questa estate perché è innegabile che suonare in streaming o farlo in live sia completamente diverso.

“come un film di wes”, scritto tutto in minuscolo. Come mai questa scelta grafica, ha un significato preciso o deriva solo da una decisione estetica?

La scelta deriva dalla mia connessione con la cultura “Bedroom Pop” a cui sono veramente legato, mi sento un’artista “Bedroom”. Cantanti come Clairo, Girl In Red e Boy Pablo mi ispirano molto, sia musicalmente che a livello di testi.

In qualche modo, nel tuo primo singolo per Revubs Dischi emerge un linguaggio che pare essere molto generazionale. Ti senti parte di qualcosa di “collettivo”, oggi? Esiste un’identità precisa, nella generazione a cui appartieni?

Esiste sì, siamo la generazione dei sogni appesi ad un filo, la generazione dei malinconici, siamo quelli con la testa altrove, quelli persi in loro stessi. Siamo la generazione che fa brutti sogni e non si addormenta facilmente, siamo quelli che vorrebbero che fosse tutto un grande film. Il mio linguaggio è frutto di tutto questo, ma in continua evoluzione.

Un libro, un film e un disco da accompagnare a “come un film di wes”.

Beh, “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson come film, “Born to Die” di Lana del Rey come album e “Morte Malinconica del Bambino Ostrica” di Tim Burton come libro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *