Interview: Martiny

24 anni, una voce straziante, nuova firma per La Clinica Dischi. Parla di feste in cui se ne esce sapendo solo di vino, di come sia facile finire a tempestare qualcuno di chiamate, pur di evitare la spunta blu. Suona un po’ come Giorgio Poi, ma più ironico e decisamente più pop (senza rinunciare a qualche suggestione psichedelica e attitudine à la Mac De Marco). Il suo ultimo singolo s’intitola Affittami, ed è un concentrato di sentimenti, mancanze e storie invernali. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui che ci ha raccontato di come ci si senta a disagio ad uscire in gruppo, della scena it-pop e che nel video di Affittami è su un ring, e le ha prese veramente!

Ti presenti a chi non ti conosce? Cosa c’era prima del progetto “Martiny”? 
Beh, Martiny arriva da lontano rispetto a dove sono ora, prima suonavo blues e rock: amplificatori valvolari a palla, chitarrone distorte e cantato in inglese. Cose che non trovavano spazio nel mercato della nostra penisola. Poi un giorno, dopo una bella gestazione, ho iniziato a scrivere in italiano e il resto è su Spotify.

Nonostante il tuo un genere che si può tranquillamente definire it-pop, le chitarre prevalgono sui synth. Giusto? C’entra con la tua formazione musicale?
Ormai nel calderone dell’It-pop ci finisce un po’ di tutto. In realtà mi sento un po’ distante da quel mondo, soprattutto perché ascolto molta poca musica italiana e tanta d’oltreoceano. Sono un fan sfegatato dei Tame Impala e di Mac De Marco. Recentemente mi sto avvicinando al NeoSoul e RnB. Però diciamo che ascolto musica dove la chitarra c’è e non ha paura di farsi sentire, complici i miei studi di musica. Forse è per questo che bene o male rimane lo strumento principale in quello che scrivo. Se ti dovessi dire cosa ha influito di più su di me ti direi 4 nomi: Hendrix, Ivan Graziani, Connan Mockasin e Pete Doherty.

Che tipo di ascoltatore sei? Cambia il modo di ascoltare un brano se si è un musicista?
Mi piacciono un sacco i vinili, penso perché in casa ce ne ho un sacco e mio padre mi ha tramandato questa passione. Il vinile è un oggetto mistico che richiede tempo e dedizione. È straordinario! Però ovviamente ormai è tutto Spotify: esci di casa, cuffie, playlist e via. Personalmente, quando ascolto una canzone mi rendo conto di soffermarmi spesso più sulle sfumature che sul pezzo nel suo insieme. Poi ovviamente ascolto e riascolto 1000 volte, e ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Lo viviseziono, praticamente. Una sorta di feticismo. Lo so, sto male. Ma credo sia una cosa che accomuni buona parte di noi musicisti!

Ma quindi, in definitiva, di cosa parla “Affittami“? Si può essere gelosi di una personalità?
Hai presente quando ti senti un pò escluso, non a tuo agio con il gruppo di persone con cui esci? Che senti che c’è qualcosa che ti distanzia per un motivo o un altro? Beh questo è Affittami, “affittami la tua personalità in modo che io possa confondermi in mezzo agli altri” parla di questo, del desiderio di conformità alla massa. Un po’ brutto, si, ma è una cosa che tutti in fondo in fondo vogliamo: stare bene prima con gli altri che con noi stessi. Siamo tutti un po’ gelosi di chi ci riesce senza farsi troppi problemi.

A chi dice (non io, giuro) che sei un versione più cinica di Giorgio Poi, cosa rispondi?
Beh mi piace tanto Giorgio Poi, il suo primo album è una bomba ed è sicuramente uno degli artisti italiani più forti e completi attualmente in circolazione. Però, al di là di tutto, non ci vedo tutta questa somiglianza. Forse abbiamo ascolti simili!

Cosa ci dobbiamo aspettare da Martiny? 
Beh, ora uscirà un terzo singolo con video annesso, una figata. Poi l’album a fine estate e i concerti. Mi piace quello che è venuto fuori, è una cosa un po’ diversa sotto alcuni punti di vista rispetto a quello che gira ora come ora. Quindi boh, incrociamo le dita!

Ci presenti i tuoi compagni di percorso? Come sei venuto in contatto con La Clinica Dischi?
Direi che la persona che per me è fondamentale dentro tutto questo è Luca, batterista e amico di una vita. Poi ovviamente c’è il dream team de La Clinica Dischi. Ci siamo conosciuti qualche anno fa e loro ci hanno seguito in questo percorso passo dopo passo, sono stati veramente bravi. Anche a livello di produzione del disco, sono stati sul pezzo sempre e ci siamo trovati in piena sintonia. E’ bello perché siamo un po’ una famiglia allargata con la Clinica e gli altri artisti del roster. Tutto molto bello.

C’è una domanda importantissima che non ti ho fatto?
Beh si, non mi hai chiesto se le ho prese davvero nel video di Affittami. Purtroppo la risposta è affermativa!

Ti succede spesso di puzzare di vino quando è finita la festa?
Abbastanza spesso. Ma ci sto lavorando su.

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