Interview: La Convalescenza

La Convalescenza è una band alternative rock formatasi a Modena nel 2016 il cui sound ricorda quello di artisti come Ministri, FASK ed Endrigo. Palafitte di Creta è il titolo del loro secondo disco, una raccolta di cinque brani caratterizzati da una musicalità cupa e aggressiva. Abbiamo incontrato la band per farci raccontare qualcosa di più sulla loro storia e sul loro modus operandi.

Come descrivereste il vostro progetto a chi si avvicina a un vostro disco per la prima volta?

Il nostro progetto credo abbia a che vedere con l’indie rock nostrano ma con suoni che non appartengono a questo genere. Ci piace molto urlare il nostro malessere del tutto ingiustificato e troppo anni ‘90 per risultare interessante, ma noi lo facciamo lo stesso.

Cosa rappresentano per voi le Palafitte di Creta che danno il nome al vostro ultimo disco?

Le palafitte ci ricordano gli elefanti di Dalì: hanno una massa enorme ma una superficie d’appoggio davvero minima, eppure stanno su, con la dignità che solo gli equilibri precari possono avere. Noi ci sentiamo nello stesso modo; superfici enormi su zampe rachitiche.

Tra i brani presenti nel disco, qual è quello che vi ha dato più filo da torcere?

Uh bella domanda! Albero Maestro forse è quella su cui abbiamo dovuto lavorare di più per poter dare un senso alla linea vocale. Anche la struttura è frutto di diverso lavoro: all’inizio aveva un rit in meno e strofa e bridge erano collegate direttamente.

Esiste a Modena una scena musicale che in qualche modo vi ha influenzato?

Influenzato proprio non saprei, di sicuro la nostra città ha un sacco di artisti meritevoli che abbiamo ascoltato e visto più volte live. Direi che indubbiamente anche loro hanno contribuito a darci la voglia di smettere di fare gli osservatori e cercare di prenderci un palco.

Ricordate ancora il vostro primo live? Che cosa avete provato?

Eccome se lo ricordiamo! Fu una disfatta tremenda! Forse il nostro batterista di allora aveva alzato troppo il gomito: fuori tempo, perdeva le bacchette… una volta non si è accorto che il brano era finito ed ha continuato a suonare! Guarda inenarrabile. Il bello è che su quello stesso palco il 9 novembre faremo il release del nuovo ep insieme ai Cara Calma, quindi sembra che La Tenda di Modena ci abbia perdonati.

Come nasce un vostro brano? Lo studiate a tavolino fin da subito o preferite improvvisare e vedere cosa salta fuori?

Nasce dall’incontro di due caratteri totalmente differenti: Luca (chitarra e penna) con alla mano un testo e qualche accordo va da Manu (bassista) che si occupa delle pre produzioni. Il primo improvvisa, vede cosa ne viene fuori e non è interessato a rispettare alcun canone musicale, l’altro, che è ingegnere, si incazza come una bestia e cerca di mettere ordine. Alla fine viene fuori un brano de La Convalescenza.

La collaborazione dei vostri sogni? C’è un artista con cui sognate di firmare un brano?

Feat. Federico Dragogna! Indubbiamente lui capirebbe benissimo lo spirito de LaConvalescenza e sarebbe una combo cattivissima! Speriamo daje!

Qual è stato il momento in cui avete deciso che era il caso di formare una band?

Inizialmente il progetto è nato come duo acustico, ma siamo troppo legati ai suoni distorti e ai muri di suono, quindi abbiamo dovuto ampliare la band per fare quello che davvero ci piace fare.

Cosa ascoltate quando non siete impegnati a produrre?

Direi che ascoltiamo davvero di tutto: dal rock alternative, al posto rock al metalcore. Ci piace tutto tranne il reggaeton! Neanche la lingua è un ostacolo, davvero di tutto!

Qual è la domanda che avrei dovuto farvi ma che non vi ho fatto?

Forse perché non scriviamo mai canzoni felici! E ti risponderemmo come ha già fatto Tenco con incredibile semplicità ed efficacia: “perché quando sono felice esco”.

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