Il nuovo album dei C+C=Maxigross

Il prossimo 29 novembre uscirà Deserto, il nuovo disco dei C+C=Maxigross. Sarà il primo album in italiano per la band veronese e il primo a uscire in vinile. L’etichetta è la Trovarobato, sul cui bandcamp si può già preordinare il disco. Chi lo fa riceverà un link per scaricare un album dal vivo registrato il 16 agosto 2019 al Labirinto della Masone con la special guest di Miles Cooper Seaton. I primi 100 vinili saranno colorati con il fantastico Pantone Ligabue (Verde Blu), ciascuno differente dall’altro.

In copertina “Testa di Tigre” di Antonio Ligabue – Olio su faesite, 1956-57 Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone – Fontanellato (Parma).

Qui di seguito la lunga presentazione del disco:

“Deserto” è il nuovo album dei C+C=Maxigross, prodotto da Miles Cooper Seaton (Akron/Family), registrato da Marco Giudici (Any Other, halfalib) e masterizzato da Doug Henderson (Antony and the Johnsons, Swans)

L’album, il primo LP in italiano, a quattro anni dall’ultimo album in inglese “Fluttarn” (Trovarobato, novembre 2015) che li ha portati in giro per l’Europa e nella line up ufficiale del Primavera Sound 2016 (come prima band italiana), arriva alla fine di un percorso tortuoso, un labirinto musicale ed esistenziale alla risoluzione del quale il collettivo veronese ha lavorato negli ultimi due anni, e del quale questo disco è indizio essenziale, ma non unico. Dopo l’ep “Nuova Speranza” (dicembre 2017) composto da tre brani con cui il quartetto aveva già sperimentato la lingua italiana e la produzione di Miles Cooper Seaton,Tobia, Pippo, Giulio e Cru hanno lavorato coralmente. Il risultato è un disco in cui gli equilibri sono costanti, si ascoltano le voci e le scritture di tutti fondersi in un amalgama eterogeneo, ma anche straordinariamente compatto.

Il collettivo veronese è poi partito per un lungo tour chiamato “Deserto Per Verona”, un’esplorazione di Verona, loro città Natale, una “missione” musicale in lungo e in largo per realtà piccole e grandi, concerti totalmente in acustico e altri amplificati, per riappropriarsi, in un tempo di comunicazioni a distanza e di virtualità, del rapporto di prossimità. Una serie di concerti (arrivati a 31) lontani dalle logiche di mercato, dai maxi eventi, dalla crescita a tutti i costi, ma che ha saldato la band al territorio e che culminerà in una nuova serie di concerti con filosofia simile che sarà un vero e proprio “Deserto per il Veneto”.

Deserto non è e non sarà soltanto un disco e una serie di concerti, ma è anche immagine e fotografia. Deserto è anche video. Nel corso di questi mesi, sotto la direzione di Stefano Bellamoli, è in corso la costruzione di un film in divenire che non sarà un documentario puro, ma un’esplorazione immaginifica dell’immaginario dell’album attraverso riprese catturate nei contesti in cui il lavoro è nato. Un film di cui si può vedere i primi tasselli quando ancora il finale è aperto.

Deserto è stato presentato al “Labirinto della Masone” in un grande evento il 16 agosto 2019. I C+C=Maxigross hanno guidato il pubblico in una processione acustica, fatta di canti e letture, attraverso il labirinto, per finire con un set in elettrico assieme a Miles Cooper Seaton, produttore, amico e guru della band.

Da questa collaborazione con il Labirinto della Masone è scaturita anche l’idea della copertina che è una riproduzione della famosa “Testa di Tigre” di Antonio Ligabue, concessa dalla fondazione Franco Maria Ricci direttamente dalla collezione di Ricci stesso.

L’album vede anche la partecipazione di altri musicisti veronesi quali Adele Nigro (Any Other) alla voce, Gigi Pinarel (concertina e cucina), Tommaso Castiglioni (vibrafono e marimba), Sebastiano Martinelli (sassofono), Lucas Kuriat (violino).

La migliore maniera per approcciare il nuovo lavoro dei C+C è perdersi. Le immagini e l’immaginario, i suoni, le parole e il vocabolario, si stratificano, diventano bivi, a volte sentieri che si triforcano. Alla ricerca costante del labirinto più grande del mondo che è il deserto.
Il testo nel retro della copertina è estratto da “L’ordine del tempo” di Carlo Rovelli (Adelphi, 2017), fisico e divulgatore scientifico di fama mondiale, nonché concittadino dei Maxigross, che ne ha concesso personalmente l’utilizzo alla band

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