Interview: Insonia Rosa

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con gli Insonia Rosa. Duo brianzolo che si muove tra influenze che vanno dal cantautorato rock all’indie-pop con movenze elettroniche, un genere sempre aperto a nuove contaminazioni, un’inarrestabil e nuova evoluzione sonora e di scrittura che non perde mai di vista certi giganti della tradizione cantautorale italiana, complice anche la collaborazione del produttore Fabio Moretti (produttore, autore e chitarrista di molti artisti tra cui Tony Hadley, Roberto Vecchioni…). Il loro nuovo EP è fuori dal 21 giugno e s’intitola Nel momento del bisogno. Ne abbiamo parlato con loro!

Ciao, vi va di raccontare il vostro progetto a chi ancora non vi conosce?

NEL MOMENTO DEL BISOGNO” è un disco per affogare con stile. Un’ironica presa di coscienza di fronte ai cambiamenti sociali e alla loro inarrestabile evoluzione. Un cantautorato pop-rock-indietronico che rimanda a un’idea di cantautorato, che pur non rinunciando ai contenuti e ai messaggi “profondi” e “nobili” di quello tradizionale, guarda per melodie e suoni al pop. Un genere sempre aperto a nuove contaminazioni sonore, una scrittura che non perde di vista certi giganti della tradizione cantautorale italiana.

Nel momento del bisogno è un titolo molto evocativo, soprattutto perchè sembra un po’ riassumere anche il momento storico che stiamo vivendo. Voi a cosa vi riferite?

In realtà è stato deciso molto tempo prima della pandemia, ma oggi calza a pennello; autocitandoci ‘siamo musici a merenda, siamo gli unici ubriachi a prevedere il futuro. Tutti abbiamo bisogno di canzoni. Mi stappo una birra.

Come nasce una canzone degli Insonia Rosa? Portateci in una giornata tipo in studio con voi, che cosa succede?

Tutto nasce da una melodia acciuffata a mezz’aria, di profilo, prosegue poi con un confronto diretto fra di noi che può durare giorni, mesi o anni. Quando il brano raggiunge a nostro parere la sua completezza viene portato in studio da Fabio Moretti, dove si decide il vestito che la canzone indosserà.

Ci snocciolate un po’ di nomi di artisti o band che per mood o genere si avvicinano a quello che fate voi? Un feat che non rifiutereste per nessun motivo al mondo?

Speriamo di avvicinarci o almeno di prendere qualcosa dei grandi cantautori italiani; più recenti Max Gazzè, Niccolò Fabi, i Baustelle, Caparezza, Brunori Sas, Motta. Troppe le band e cantautori stranieri che ci hanno influenzato per menzionarli tutti. Un feat con Paul McCartney.

Facciamo un gioco. Avete voglia di rifare la tracklist del vostro EP? Ci commentate la vostra scelta? Chi decide questo tipo di cose, entrambi?

La scelta della tracklist in questo caso viene scelta a tavolino, cercando di dare al lavoro finale una degna armonia tra groove, melodia e parole. Tutto dev’essere approvato da entrambi, per altri aspetti ognuno di noi sa già dove andare a parare e qual è la sua area operativa.

La domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?

Vi piacciono le interviste? Scherzi a parte, parlerei dei nostri progetti per il futuro: abbiamo tante idee e stiamo lavorando su alcuni brani che ci piacciono un sacco, speriamo piaceranno anche a voi.

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