Interview – ELETTRICA
Tornano gli ELETTRICA con NON CI RIESCI MAI, il nuovo singolo disponibile dall’11 aprile in distribuzione The Orchard. NON CI RIESCI MAI è una traccia che fonde perfettalmente l’energia cruda dell’indie rock alla sensibilità malinconica del pop alternativo. È l’inno disilluso di chi non riesce mai a trovare un posto nel caos del mondo moderno, per l’impossibilità di affrontare e adattarsi alle sfide quotidiane. Le sonorità martellanti che non lasciano il respiro, unite alla rassegnazione della parte cantata e ai cori serrati, creano un muro sonoro intenso fatto di frustrazione e desiderio ardente di rivalsala, grazie al quale la band rappresenta perfettamente la precarietà esistenziale, il malessere e il confronto contro una società che spinge a modelli di perfezione irraggiungibili.
Il trio milanese degli ELETTRICA – sotto la direzione artistica di Davide Autelitano (Divi) dei “Ministri” – esplora il connubio tra l’energia pura e senza filtri dell’indie rock fatto di chitarre distorte e la loro vena malinconica pop, invitando l’ascoltatore a intraprendere un viaggio emotivo che riflette gli alti e bassi provati nelle diverse fasi di un amore appassionato e tumultuoso.
NON CI RIESCI MAI segna il ritorno degli ELETTRICA con un brano che incarna il disagio delle nuove generazioni, un vero e proprio grido collettivo contro l’ansia sociale e il senso di smarrimento di chi non riesce mai a trovare un posto nel caos della realtà contemporanea.

Noi eravamo curiosi di sapere qualcosa in più da questi ragazzi incredibili, nuovi pupilli di Divi dei Ministri e di una Milano che non ha smesso di suonare.
- Quali sono gli ascolti che pensate vi abbiano più formato nel vostro percorso musicale? Li condividete o avete background diversi? C’è qualcosa che, ascoltandovi oggi, invece non diremmo mai?
Sicuramente gli ascolti che più hanno influenzato la nostra musica sono quelli oltremanica, noi adoriamo il brit rock e tutta quella scena che dagli oasis e blur ha invaso un po’ tutto il mondo. Ma ascoltiamo musica molto diversa fra noi, dall’indie rock americano degli Strokes all’it pop italiano. Ci piace l’idea di mischiare questi due generi e cercare di creare qualcosa di nuovo. Chissà se ci stiamo riuscendo.
- Com’è iniziato il vostro rapporto con Divi? In che modo ha saputo influenzarvi dal punto di vista musicale? Eravate anche suoi fan (e di conseguenza anche dei Ministri) prima di cominciare?
Il rapporto con divi e iniziato nelle nostre orecchie, ascoltando i Ministri da sempre. Conoscerlo poi personalmente é fighissimo perché si ha davanti qualcuno con una reale esperienza in tutta Italia. Sulle influenze musicali dobbiamo dire che non potevamo trovarci più in linea; su molti versi abbiamo gusti davvero simili. L’aiuto che ci ha dato Divi è quello di prenderci sul serio come band, imparare a suonare tutti insieme, legati ai battiti della batteria. Insomma, ha reso il nostro team ancora più forte.
- Possiamo dire che “Non ci riesci mai” è un manifesto generazionale? Vi riconoscete in questa generazione spesso frustrata iper-produttiva?
“Non ci riesci mai” non vuole essere un manifesto, non ci sentiamo di parlare per tutti, ognuno la vive in modo diverso, questo momento storico. Il nostro è più uno sfogo su quello che ci raccontiamo tra noi in questi ultimi anni.
Quando vivevo a Londra (Dami) me le ricordo le telefonate per aggiornare mia mamma su come stava andando. Dicevo tutto bene. Non era la verità, era solo per non preoccuparla. Volevo dirle il nostro primo verso: “guarda mamma mi affaccio in questo mondo che è perso, chissà se mi rialzo se ci cade addosso.”
4. E forse Milano è anche un po’ complice di tutto questo?
Noi sentiamo una mancanza di speranza generale nel futuro, in un mondo che é ormai bloccato in un sistema consumistico che oltre a devastare il pianeta in cui viviamo, tende a isolare ognuno di noi in un individualismo estremo. Così si diffida degli altri, di ciò che sta fuori dalla nostra bolla, del diverso, che invece è ciò che arricchisce di più. Il tutto in un benessere generalizzato che tanto benessere non è, tra lavori precari e affitti impossibili. Per fortuna c’è la musica, ragazzi.
- Quale domanda avremmo assolutamente dovuto farvi e invece non vi abbiamo fatto? Quale invece la risposta?
Non ci avete chiesto delle future date! Noi siamo una band totalmente indipendente quindi non navighiamo nei contatti, ma siamo riusciti comunque a organizzarci una serie di date in giro per l’Italia per farci conoscere e conoscere più persone possibili. Per noi è una grande soddisfazione, e ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato nel portare in giro questo progetto. Le date del tour sono in perenne aggiornamento e si possono trovare nelle nostre pagine social o direttamente su Spotify alla nostra pagina artista. Veniteci a trovare ai concerti, noi non vediamo l’ora.

