Interview: Disarmo

15 secondi sono un’unità di misura che tutti noi ormai conosciamo bene: è la durata massima di una singola storia su Instagram. I Disarmo la conoscono benissimo, tanto da scriverci sopra una canzone. Nel loro nuovo singolo Pillole 2D, quei 15 secondi diventano l’ultimo appiglio che il protagonista del brano ha per restare in contatto (anche se solo virtuale) con la persona un tempo amata e ora perduta, pur rendendosi conto che questo rimasuglio di interazione social(e) non potrà mai rimpiazzare l’affetto e il rapporto fisico che un tempo esisteva fra loro due.


Il video del singolo ricalca i temi del brano: è girato infatti interamente all’interno di un cellulare, tramite una sequenza di storie girate dalla protagonista, proprio come se stessimo facendo scorrere le storie sul nostro telefono. Ecco cosa ci hanno raccontato i Disarmo stessi!

Qual è il messaggio principale che volevate lasciare con la vostra canzone Pillole 2D? Parla di distanza: continuiamo ad alimentare sentimenti che diversamente si sarebbero spenti, continuiamo ad essere fisicamente distanti anche se emotivamente in contatto; “non è che basta vederti tutti i i giorni per 15 secondi” già nella prima frase la sofferenza di essere separati da un muro invisibile.
Puoi sapere tutto di una persona, perfino cosa sta mangiando, adesso… eppure ti stai dimenticando cosa significhi toccarla.

Credete che Pillole 2D rappresenti un’evoluzione del vostro percorso di crescita? Penso che più che un’evoluzione sia una rivoluzione di percorso. “Pillole 2D” è il primo di una serie di brani che sono per me molto più personali e diretti, sia nelle tematiche che nel sound. Cerco di essere più fedele possibile a quella che è l’idea di partenza che mi ha spinto a scrivere un brano in un momento preciso.

Il tema del brano sono le Instagram Stories e l’effetto dei social media sulle relazioni. Ma la vostra relazione con i social com’è? Qual’è il vostro preferito e come li usate, sia per la band che a livello personale?
Per me Instagram la fa da padrone; meme a parte, per quelli c’è ancora Fb.
Sto annullando la differenza che c’è tra la pagina personale e quella “disarmo”, ci sono comunque sempre io dietro.
In generale comunque non sono mai stato un grande amante dei social, anche se ultimamente mi permettono di stare in contatto con persone raggiunte grazie alla musica e che diversamente non avrei potuto conoscere… almeno non così velocemente.

Come credete che cambi il rapporto con la vostra musica dall’ascoltarla nelle cuffiette e ascoltarla dal vivo ai vostri concerti?
C’è più botta! Alla fine ho l’impressione di dare sempre qualcosa in più; la cosa in assoluto più bella è sentire cantare da altre persone le canzoni che fino a poco prima conoscevi solo tu.

Avete in programma di pubblicare un EP/album in questo 2020? Partire per un tour? Quali sono i progetti per quest’anno?
I pezzi per chiudere un album ci sono ma per il momento bisogna aspettare. Il progetto è sempre quello di condividere musica con quante più persone possibile. Il tour è un sogno ancora irrealizzato, ci stiamo lavorando…

Che esperienza è stata aprire per Vasco Rossi al Modena Park?
E’ stata un’esperienza indimenticabile! Appena saliti sul palco ci sono stati dei problemi tecnici dovuti al caldo e per tappare il buco ho suonato “gli angeli” voce e chitarra, così inconsapevolmente mi sono aggraziato il pubblico più unilaterale della musica italiana.

Qual è l’artista con cui vi piacerebbe di più condividere un palco attualmente?
Frah Quintale

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