Interview: bluagata

I Bluagata sono una realtà indipendente molto sorprendente. Le loro sonorità riescono a trasportare ed a non farci perdere le speranze verso il panorama musicale attuale. Questo il risultato della nostra chiacchierata in vista dell’uscita del loro disco (VREC/Audioglobe)

Come nasce il progetto Bluagata?

Il progetto Bluagata nasce tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 dall’incontro tra Alessia, Federico, Folco, Margherita e Lorenzo. 

L’incontro “fatale” avvenne in studio durante la registrazione di “Sabba”: Alessia, Federico e Folco erano infatti a Milano a registrare le 13 canzoni che poi avrebbero fatto parte dell’album e venne a trovarli Margherita che aggiunse parti vocali a molte canzoni tanto da rendere fondamentale il suo contributo 

anche fuori dallo studio. Lorenzo si aggiunse alla band subito dopo, appena i primi live cominciarono a definirsi all’orizzonte, e completò quella che oggi è la formazione della band. 


Quali sono state le vostre principali influenze?

Le nostre influenze sono molteplici ed eterogenee. Abbiamo esplorato il mondo classico e lirico prendendo parte a opere teatrali in tutta Italia, abbiamo attraversato i periodi punk e metal adolescenziali passando attraverso la canzone d’autore e i grandi cantautori italiani fino al pop nazionale e internazionale. Siamo un concentrato di moltissimi stili e stimoli. Un mix unico nel suo genere.

Dal vostro ultimo disco in uscita notiamo Alessio Camagni come produttore del disco, com’è nata la collaborazione?

Alessio lo conosciamo da molto tempo prima dell’uscita del nostro primo lavoro insieme, “Sabba”, nel 2018. La prima volta che andammo a registrare nel suo studio, il Noise Factory, facevamo parte di un altro progetto musicale in veste di musicisti. Nonostante il progetto non abbia spiccato il volo siamo rimasti in ottimi rapporti ed è stato naturale rivolgerci a lui per produrre il nostro primo album insieme. Lo riteniamo il sesto Bluagata e abbiamo lavorato insieme anche per “The Disguises of Evil” (2019) e per il nuovo disco “Di stanze e Nevrosi” (2022) e l’intenzione è quella di non fermarci qui. 

“Di stanze e nevrosi” è un disco raffinato e pieno d’ispirazione, quasi fuori dall’attuale panorama italiano, avete mai pensato di espatriare per portare la vostra musica a palati e timpani differenti da quelli italiani?

Innanzitutto ti ringraziamo per i complimenti. La nostra musica non ha, e non avrà mai, confini. Siamo al lavoro per portarla dappertutto, non esistono posti migliori o peggiori dove andare, esistono persone che si impegnano e si sacrificano di più per poter dare spazio a chi non ne ha più di tanto. In Italia abbiamo visto due tipi di approccio al lavoro completamente diversi: chi monta sul carro dei vincitori prendendosi i meriti di un lavoro fatto da altri e chi invece si impegna a dare una mano ed uno spazio a realtà emergenti come noi. Ovunque troveremo spazio, in Italia e all’estero, noi ci inseriremo per dare risalto a quello che facciamo. 


Come nasce e si evolve il processo creativo dei Bluagata?

Il processo creativo non ha un iter predefinito. Ci sono tantissimi modi in cui nascono le nostre canzoni: alcune volte al piano, altre alla chitarra mentre altre volte è la parte elettronica, un’idea ritmica di batteria, una linea melodica, un giro di basso o un’idea di testo, a portare l’ispirazione… insomma, quando ci troviamo a lavorare sui pezzi nuovi all’inizio è un bel caos che poi, piano piano, rimane tale ma comincia a definirsi! 


Quali sono i vostri progetti futuri? Dove vi vedete da qui a dieci anni?

Difficile buttare la mente a “tra dieci anni”, soprattutto dopo ciò che è accaduto negli ultimi due. Siamo in un mondo precario e questo ci porta a guardare avanti ma con lo sguardo rivolto a terra, attenti a dove muoviamo i nostri passi, procedendo sempre nella direzione che vogliamo. 

Dove saremo non dipenderà solo da noi ma di una cosa siamo certi: ci saremo sempre, con quell’urgenza creativa e comunicativa piena di energia, rabbia, dolore, passione e amore che fin dal primo giorno ci portiamo dentro e dietro.

https://www.youtube.com/watch?v=u0BwbbWdg4M

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