Interview: Bluagata

Altro giro altra corsa rock’n’roll per nuovi artisti da scoprire. Questa volta è il turno dei Bluagata, potentissima rock band toscana che col suo nuovo disco intitolato “fra la violenza e la bellezza” riesce a spettinarvi senza lasciarvi tranquilli nemmeno per un secondo. Questo il risultato della nostra intervista.

1) Ciao ragazzi abbiamo ascoltato il vostro nuovo album e siamo rimasti particolarmente affascinati e colpiti.

Raccontateci come nasce il vostro disco.

È difficile individuare un momento preciso nel tempo in cui questo disco è nato. Il nostro processo creativo ci ha

portato ad avere, ad inizio 2024, circa 30 brani nuovi tra i quali abbiamo scelto i 13 che sono finiti nell’album. La

forma che avevano a quel tempo era un po’ diversa rispetto a quella che sentite nel disco, ci abbiamo lavorato in pre-

produzione con Alessio, Camagni, che ha anche prodotto il disco, per un anno e mezzo e poi abbiamo registrato tutto

a casa sua perché lo studio ancora non era pronto. Ci sono tanti elementi su cui abbiamo lavorato per mesi affinché

avessero la giusta collocazione ed altri invece che abbiamo improvvisato in studio, così da lasciare la porta della

creatività sempre aperta.

2) Cosa ha influenzato maggiormente il sound di questo nuovo disco?

Sicuramente abbiamo cercato di fare l’album più “pop” che potevamo. Abbiamo provato ad essere meno estremi,

meno duri e più concilianti sotto un punto di vista musicale e più intimi e personali sotto il punto di vista testuale.

3) Con chi avete collaborato e con chi vi piacerebbe magari collaborare in futuro?

Nel nostro percorso non abbiamo collaborato con nessuno e in futuro ci piacerebbe collaborare con Mattarella.

4) Cosa ne pensate dell’attuale panorama musicale?

Dal nostro punto di vista abbiamo un decadimento costante e sempre più evidente di tutti i prodotti mainstream,

mirati solo ad accaparrarsi qualche stream in più a forza di colpi bassi all’intelletto e ai timpani degli ascoltatori.

Questi esempi formano una serie di progetti di livello ancora più basso, dove le mire sono unicamente estetiche e/o

numeriche, dove la profondità e la ricerca non esistono e vengono rimpiazzate con l’estetica e la retorica. Questi

progetti potremmo anche risparmiarceli ma essendo quelli più vicini a ciò che il mainstream propone sono quelli ai

quali viene dato più peso.

Dall’altra parte abbiamo tantissimi progetti validi e seri, composti molte volte da musicisti capaci, ai quali purtroppo

non viene dato spazio e ai quali viene sempre fatto notare ciò che non hanno.

In tutto questo la possibilità di fare gavetta live e girare l’Italia, o almeno da Roma in su, è sempre più difficile anche

perché in pochi supportano davvero gli artisti un po’ “diversi” e quindi anche questi progetti si buttano sui social

cercando di “raccattare” qualcosa; una gara un po’ triste fatta a colpi di video simpatia.

Resistono i vecchi dinosauri della musica italiana che, oltre a far fare delle aperture (alcune volte a pagamento) a

qualche artista emergente si vedono bene dal supportarne davvero la carriera e farlo emergere, sia mai si riveli

meglio di loro.

5) Quali saranno i vostri prossimi step/obiettivi da raggiungere?

Cercare di capire.

6) Vi ringraziamo per la vostra disponibilità e lasciamo questo spazio come spazio ringraziamenti. Dite pure ciò che volete.

Votate NO al referendum.

https://5pc6c.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGgDyCZ0EEosmxsugeUV/iClJzfQIgYCj

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