Interview – Basiliscus P

Giovedì 15 settembre 2022 torna il progetto made in Sicily dei Basiliscus P con un nuovo capitolo dal titolo “Magenta” (Tuma Records / The Orchard). La band di Messina ci regala un singolo che si articola con un incedere claudicante che alterna esplosioni e implosioni e nel finale trova una chiusura strumentale benaugurante e potente con un rossore come colore dominante: magenta di sera bel tempo si spera. L’estate che finisce così, con un brano che sa di concerti all’aperto, macchinate infinite con le persone giuste e disturbanti post-sbronza psichedelici. 

Il brano anticipa un nuovo disco di prossima pubblicazione dal titolo “Spuma“, figlio della pandemia e rifinito in uno studio ricavato all’interno di un ex Forte militare di fine ‘800. I brani di questo album, di cui “Magenta” è un primo assaggio, sono nati da lunghe sessioni di improvvisazione in sala che poi sono state sviscerate e riarrangiate al forte, sotto la guida di Marco Fasolo, leader dei Jennifer Gentle e produttore tra gli altri di I Hate My Village e Bud Spencer Blues Explosion.
 

Noi abbiamo provveduto a scambiare quattro chiacchiere con loro, ed ecco com’è andata.

  1. Quali sono le vostre influenze musicali? C’è qualcosa che proprio non ci aspetteremmo?

Luca: L’influenza che forse non vi aspettereste, e in generale chi ci ascolta, è quella elettronica, e in particolare Marco è anche un compositore di musica elettronica! Per quanto mi riguarda, amo i Motorpsycho, i Pavement, il prog anni ’70 e in generale tutta la musica alternativa a cavallo dei ’90s, specie tutto ciò che ruota attorno a Steve Albini.

F: Non riesco a individuare un’influenza ben precisa. Sicuramente, come quasi ogni chitarrista “elettrico”, il rock anni ’70, è come un amico immaginario che ci fa sempre compagnia e ci portiamo a spasso.

Ma ascoltiamo di tutto, dal cantautorato italiano al prog, postrock, jazz, free jazz, alternative rock e così via. Per citarne qualcuno, tra i nostri prediletti ci sono i Verdena, Sonic Youth, Motorpsycho, Colour Haze, Mogwai, Marlene Kuntz, Il Teatro Degli Orrori, Massimo Volume, gli Area.  Come chitarristi Adriano Viterbini, “Snah” (motorpsycho) e il mio preferito in assoluto è Julian Lage.

Marco: Non so se c’è qualcosa di inaspettato nei nostri ascolti. Di sicuro io sono quello meno eterogeneo tra luca e federica. Loro ascoltano sicuramente piu generi e piu artisti di me. Quello che dice luca sulla musica elettronica è vero in effetti. Con il pc ho provato a fare di tutto, perfino musica dance e house. In ogni caso i miei ascolti sono principalmente di musica rock. Tra i miei artisti preferiti ci sono sicuramente i Motorspycho, i grizzly bear e tanti altri.

  1. Come mai avete scelto “Magenta” come singolo per segnare il vostro ritorno? In che modo rappresenta come siete adesso? 

Luca: abbiamo scelto Magenta perché è forse il pezzo del disco che tutti e tre preferiamo, e ha tutto ciò che sono i Basiliscus adesso. 

F: Magenta, oltre a essere il nostro brano preferito di tutto il disco, rappresenta un po’ il manifesto di quello che siamo oggi anche se siamo in continua evoluzione e già proiettati a qualcosa di diverso per i brani futuri. Contiene un po’ di tutto di quello che facciamo: atmosfere diverse, parti dedicate all’improvvisazione, poco cantato, momenti di esplosione e anche un po’ di follia. Anche il nome dice tanto per noi. 

Quindi credo che sia il brano che meglio ci rappresenta e il modo migliore per presentarci col nuovo album.

Marco: sono d’accordo con luca e federica e sicuramente è quello che merita di essere ascoltato prima.

  1. E come sono cambiati i Basiliscus P da quando si sono formati? E come ha influito il Covid? 

Luca: siamo cresciuti anagraficamente ma anche come ascolti e come intesa musicale, ormai ci capiamo al volo davvero anche senza bisogno di guardarci, ed è forse la cosa che mi piace di più del nostro modo di suonare. 

Fede: Il Covid, come per tutti, è stata una bella mazzata, ma devo dire che per gli artisti è stato anche un momento proficuo. Conosco molti musicisti che hanno realizzato interi album durante il periodo di reclusione. Noi abbiamo continuato a sentirci e lavorare sui pezzi a distanza, quindi questo periodo ci ha permesso di immergerci totalmente sul nostro lavoro considerando che tutto il resto era momentaneamente congelato. Ovviamente c’è anche l’altro lato della medaglia, come in tutto. Il periodo di quarantena ci ha privato di esibirci e soprattutto di confrontarci tra di noi in saletta anche perché siamo abituati il più delle volte a comporre estemporaneamente suonando insieme quindi non ci ha permesso di scambiare le idee consequenzialmente nel momento esatto in cui nascevano.

Marco: Sicuramente dal mio punto di vista è cambiato molto, soprattutto l’approccio con cui andiamo in sala prove e affrontiamo i live. Ma anche l’approccio con la sala di registrazione dopo aver fatto questo percorso con Marco Fasolo.

  1. La Sicilia è ancora un luogo favorevole per fare musica? 

Luca: questa domanda ha tantissime risposte, e tutte sono giuste. Personalmente, penso che potrebbe esserlo, ma vedo pochissimo interesse da parte delle istituzioni. Ad esempio, basta andare in Puglia per vedere quanto le amministrazioni, e la regione stessa, investano su eventi musicali (Idles, Nick Cave ad esempio questa estate), e quanto poco se non nulla faccia la Sicilia, nonostante realtà virtuose come l’Ypsigrock. Sono molto sfiduciato a riguardo.

Fede: La Sicilia è sicuramente un luogo favorevole per fare musica ma è molto dura. È piena di musicisti validi, ma ci sono davvero poche opportunità. Dipende tanto anche dal genere che si suona. Noi siamo sempre stati ben accolti ed elogiati per quello che facciamo, un anno abbiamo anche vinto Arezzo Wave Sicilia, ma ci sono davvero pochi luoghi in cui esibirsi soprattutto per noi che facciamo questo genere di musica più di nicchia. Quindi qui in Sicilia c’è una realtà musicale un po’ più piccola rispetto ad altre, il mio augurio è che questa cultura si faccia sempre più spazio al sud senza dover avere la necessità di sgomitare per farsi spazio e farsi ascoltare.

Marco: Non ne ho idea. So solo che ho bisogno di fare quello che facciamo e fortunatamente cerchiamo di farlo nel migliore dei modi possibili.

  1. Quale domanda avrei assolutamente dovuto farvi e invece non vi ho fatto? Quale invece la risposta? 

Luca: avresti potuto chiederci quale sarebbe il posto dove vorreste suonare a tutti i costi, e ti risponderemmo sicuramente al DunaJam in Sardegna!

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