Interview – Amandla

Loro sono gli Amandla, band comasca comasca che riesce ad unire perfettamente influenze rock à la Verdena e Ministri a tematiche intimiste e influenze it-pop di chi è cresciuto a pane e Cesare Cremonini. Un mix unico e invidiabile che ritroviamo nel loro debut album “Non Ci Pensare”. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro che ci hanno raccontato qualcosa in più sul loro lavoro e… lanciato un appello a Colapesce! 

Il vostro è un disco molto “fisico”. Solo nelle prime due tracce ci sono vertebre e ci sono mani (o meglio, non ci sono mani). É un approccio per vivere al meglio i rapporti umani?
Sì, anche un nostro amico di recente mi ha fatto notare questo discorso “fisico”, non ci avevo mai fatto caso prima. Penso dipenda dal fatto che sono sempre rimasto affascinato dal binomio mente/ corpo, di come le emozioni possano essere somatizzate e quindi, in senso lato, visibili. Quando proviamo qualcosa di forte con molta probabilità lo avvertiamo su piu livelli.

Chi sono gli Amandla, da dove arrivano e dove stanno andando?
Siamo quattro ragazzi che hanno cominciato a suonare insieme come busker e che vogliono dare il loro massimo e continuare a migliorare. Come dicevano i latini “Ad maiora”.

Se dovessimo rifare la tracklist del vostro disco in modo diverso, come dovremmo fare?
Direi 1) Spine 2) Febbre 3) Mai Come ieri 4) Le nostre paure 5) Al posto delle parole 6) sogni 7) NCSM e 8) Duemila viaggi

Dai social, notiamo che siete molto vicino ad alcuni artisti della scena come Giorgieness o Daniele Celona? Ci raccontate qualche aneddoto? Com’è sono andate le vostre ultime aperture? Con quali altri artisti avete condiviso il palco o esperienze?
Daniele Celona è un nostro punto di riferimento, sia come autore che musicista. Di recente abbiamo avuto l’onore di aprirgli una serata al Serraglio a Milano dove presentava il suo nuovo album. Avremmo dovuto anche suonare prima di The Niro a metà dicembre ma purtroppo la serata è saltata per motivi a noi indipendenti. In generale siamo sempre molto orgogliosi di aprire ad artisti che stimiamo ed ascoltiamo.

A quando un featuring? E con chi?
Un sogno nel cassetto sarebbe un featuring con Colapesce. Abbiamo divorato gli ultimi suoi album e anche dal vivo è fenomenale.

Ci spiegate il titolo del vostro album? A cosa non dovremmo pensare?
Ci sono pensieri ricorrenti che ci consumano, nodi che non riusciamo a slegare, ricordi che ci fanno male. Il titolo dell’album invita a non pensarci, non troppo almeno. Vuole essere un abbraccio in un momento di sconforto, qualcosa che dica all’ ascoltatore “non sei solo”.

É un album sui rimpianti? Una canzone allegra nel disco riusciamo a trovarla?
Il rimpianto è sicuramente un elemento presente nell’album. Ci si accanisce a cercare una colpa quando le cose non sono andate come speravamo, siamo giudici e allo stesso tempo imputati di noi stessi. Temo che dovremo aspettare il prossimo album prima di avere una canzone allegra, dipende da come si metteranno le cose.

Ma questa ex di cui sembrano parlare i brani dell’album, esiste?
Ogni riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Cosa ci dobbiamo aspettare dagli Amandla per il futuro?
Ci piacerebbe lavorare ad un secondo album. Abbiamo già un paio di canzoni di canzoni nuove che qualche volta proponiamo ai concerti.

La canzone da urlare in macchina?
“Duemila Viaggi”, senza dubbio!


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