Diaframma @ ARCI Tom, Mantova
Report a cura di Carlo Maramotti
Mi interesso di musica rock da circa 25 anni, e ne sono certo, i Diaframma a Mantova non hanno mai suonato. È per certi versi una serata storica quindi quella vista all’ARCI Tom perché finalmente un pezzo della storia rock italiana arriva nel capoluogo virgiliano. Con Fiumani sai più o meno cosa aspettarti, ovvero concerti tirati ma senza una parola al pubblico o comunque un atteggiamento quasi di sfida, nonostante l’adorazione che li rendono i suoi fans. E da qualche anno noto che il pubblico non comprende solo new wavers nostalgici, ma anche giovani che cantano le canzoni a memoria. E questo non può che essere il giusto riconoscimento ad un uomo che ha fatto della sua indipendenza e coerenza un marchio di fabbrica. L’apertura è affidata a due pezzi recenti e questo mi fa ben sperare, considerando che giusto un anno fa a Carpi stese tutti aprendo con Siberia, quasi a togliersi un peso. Il problema è che tante sue canzoni sono dei classici e quindi è difficile ordinarli per chiudere con il pezzo forte, tant’è vero che si congeda con la cover di Venus De Milo dei Television, che sappiamo essere uno dei suoi gruppi preferiti. Nel mezzo scorrono, dicevo, tutti i classici, spaziando in un vasto repertorio che dagli esordi arriva ai primi anni ’90. Sottolineo l’arrangiamento quasi ska di Tre Volte Lacrime, davvero interessante, l’esecuzione magistrale di Verde e Gennaio, mentre continuo a non amare Caldo, che dal vivo con le chitarre non è migliore della versione per solo piano incisa su Boxe. C’è spazio anche per perle come Fiore Non Sentirti Sola o Blu Petrolio.In generale, però, il concerto è più che buono, con un gruppo rodato che supporta molto bene l’autore fiorentino, il quale ha come di consueto dato tutto sul palco. Onore al merito, come sempre.



