Virginiana Miller – Venga Il Regno

GENERE: Rock Alternativo/ Pop/ Cantautorato

PROTAGONISTI: Simone Lenzi (Voce), Antonio Bardi (Chitarra), Matteo Pastorelli (Chitarra), Daniele Catalucci (Basso), Giulio Pomponi (Tastiere), Valerio Griselli (Batteria).

SEGNI PARTICOLARI: a 16 anni dal primo album ‘Gelaterie Sconsacrate‘, uscito in ristampa nel 2012, i Virginiana Miller pubblicano il loro sesto album in studio. “Venga il regno”, prodotto da Ale Bavo, esce il 17 Settembre per l’etichetta Ala Bianca (distribuzione Warner Music), anticipato dal singolo ‘Una bella giornata‘, a tre anni da ‘Il primo Lunedì del mondo‘, loro precedente pubblicazione. ‘Tutti i Santi giorni‘, brano contenuto all’interno dell’album e colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Virzì (ispirato, peraltro, al libro ‘La generazione’ dello stesso Simone Lenzi), ha permesso alla band di aggiudicarsi il David di Donatello 2013 per la migliore canzone originale. Simone Lenzi, autore e voce, ha pubblicato in questo stesso anno il suo secondo libro, ‘Sul lungomai di Livorno’.

INGREDIENTI: il tratto distintivo dei Virginiana Miller si ritrova in qualunque dettaglio del loro operato. Dalla profonda voce di Simone Lenzi, riconoscibile non solo nel timbro ma persino nel suono che conferisce ad alcune lettere, ai suoi testi, che giocano con le parole, le assonanze, si prendono gioco di ogni figura retorica esistente ed hanno il potere di spalancare un mondo in poche righe. I brani alternano rock a momenti più leggeri e sono caratterizzati da un taglio personale che rende il gruppo riconoscibilissimo. ‘Venga il regno ‘ musicalmente s’inserisce benissimo nella produzione del gruppo livornese senza operare un cambiamento stilistico così marcato per andar dietro a chissà quale moda del giorno. Album quanto mai attuale, che getta uno sguardo disincantato sulla realtà che viviamo, senza un dito di condanna né un cenno di assoluzione, ma spesso con un sorriso sarcastico ed una capacità descrittiva che sconfina a tratti nell’intimismo. E forse uno dei cambiamenti rispetto al precedente ‘ Il primo Lunedì del mondo ‘ è proprio questo passaggio dal dentro al fuori, uscendo dalle proprie storie ed entrando in quelle mondo.

DENSITA’ DI QUALITA’: quando un gruppo già dotato di tutte le carte in regola per fare grandi cose riesce anche a far tesoro dei propri vissuti, possono nascere capolavori. In ‘Venga Il Regno’, così come nelle altre produzioni dei Virginiana Miller, questa considerazione nasce necessariamente alla condizione di avere orecchie attente e immaginario spalancato. Non si vuole affermare banalmente che questo sia un lavoro difficile, non è questo il discorso. E’ che ogni ascolto arricchisce il tutto di significato e lascia in mente nuove tracce di bellezza. Ne è l’espressione massima brano ‘Due, che forte del suo ritmo cadenzato, porta con sé la frase la felicità è una cosa degli altri, che rimane in testa, quasi costringe al riascolto ed ogni volta ci si sorprende della riflessione che ne derivano. Chi ha scritto i testi non si è limitato a parlare di, ma ha sfruttato appieno la sua dote innata di parlare attraverso le cose raccontate. Ed è per questo che ‘Anni di piombo‘ riesce ad essere una delle meraviglie non solo dell’album, ma dell’intera produzione del gruppo livornese, riuscendo a far rivivere un’epoca intera in profondissime parole d’amore (una ricchezza aggiunta la citazione di parole di Aldo Moro “una mia immensa tenerezza passa per le tue mani“), con un arrangiamento che si apre e cresce quando crescono le parole. Ma il racconto passa anche per il sarcasmo degli accostamenti geniali, per la capacità di manipolare parole, attualità e metafore. ‘Lettera di San Paolo agli operai‘ è in questo senso una perla d’autore come poche, che unisce il passato al presente e convoglia con sé un carico di tristezza, mista a speranza e cruda consapevolezza. Questo è l’album della realtà nel bene (‘ Una bella giornata ‘) e nel male (‘Dal blu‘), dell’amore profondo che si nutre di sentimento, di poesia, di bellezza e verità mai stereotipata o idealizzata (‘Pupilla‘, ‘Tutti i Santi giorni‘), delle città e di porzioni di società che rivivono tra immagini realistiche e ironia (‘L’eternità di Roma‘, ‘Chic‘). E parole e musica s’inseguono e si fondono penetrando il cuore e regalando all’ascoltatore non solo canzoni, ma riflessioni da fare proprie, approfondire, condividere. I Virginiana Miller hanno il talento di saper rimanere fedeli a se stessi e al proprio pubblico, pur riuscendo a migliorarsi di volta in volta, il talento di chi meriterebbe un posto in prima fila tra le eccellenze artistiche del nostro paese. Qualcosa di cui andar fieri.

VELOCITA’: 11 brani che trascorrono ma non passano facilmente.

IL TESTO: “ stai serena che se ho sonno/ io mi fermo e forse dormo/ per un paio d’ore o per vent’anni amore/ stai tranquilla vado piano/quando arrivo poi ti chiamo/da un telefono a gettoni /e ti dico che non mi hanno colpito le scosse/ e non mi hanno rapito le Brigate Rosse/ e non c’è legge speciale/ né ragione di stato/più nulla da rivendicare/ più nessun potere e nessun male/ non c’è piombo in fondo al nostro cuore ” da ‘Anni di piombo

LA DICHIARAZIONE: “ Il Regno che viene è un pasticcio di cose belle e brutte, ci sono afflati di cambiamento ma c’è anche una grande confusione. E’ quello delle identità liquide, dell’ ‘uno vale uno’, che è come dire che nessuno in realtà vale più nulla. Ma bisogna averci a che fare: nessuna strategia di fuga, nessun rimpiattarsi nella nostalgia per il piccolo mondo antico potrà mai salvarci.” da un’intervista a Frigopop.it

UN ASSAGGIO: ‘Tutti i Santi giorni’

IL SITO: virginianamiller.it

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