Selton – Saudade

GENERE: pop

PROTAGONISTI: Ramiro Levy (chitarra, voce, ukulele), Daniel Plentz (percussioni, voce), Eduardo Stein Dechtiar (basso, voce), Ricardo Fischmann (voce, chitarra).

SEGNI PARTICOLARI: terzo album dei giovani polistrumentisti brasiliani, il primo realizzato grazie al crowdfunding attraverso la piattaforma Indiegogo; la produzione è di Tommaso Colliva, come per l’album precedente. Tre le lingue che si alternano nei testi: italiano, portoghese ed inglese. Il disco vede la collaborazione di Arto Lindsay (in ‘Qui nem Gilò‘) e di Dente (in ‘Piccola sbronza‘).

INGREDIENTI: sarà  che parlare dei Selton, in questo momento, porta automaticamente il pensiero a Enzo Jannacci, che con loro aveva collaborato per la realizzazione del loro primo album (ascoltate, se l’avete persa, la versione di ‘Silvano‘ contenuta in ‘Banana à  Milanesa‘) ma ripensare ai testi e ai lavori dello stralunato cantautore milanese quando si ascolta ‘Saudade’ è del tutto naturale.
Non sarà  riuscito, il buon Enzo, a trasformare questi ragazzi di Porto Alegre in quattro della Bovisa, ma il loro percorso di crescita (e di italianizzazione) è evidente. Sarà  per colpa (o per merito) di Giuseppe Peveri, che controlla, rivede e inevitabilmente colora le parti in italiano dei testi, sarà  che il tempo di permanenza in Italia aumenta, ma “pur senza perdere nulla delle loro radici” i Selton ci hanno offerto un disco di cantautorato moderno e italiano, meno demenziale del passato ma sempre leggero, perché è nella leggerezza che troviamo la nota distintiva del gruppo.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Saudade è un disco gradevolissimo e solare, in cui le diverse anime della band convivono e convincono chi ascolta: spensierati e un po’ dolenti, i Selton ci raccontano la loro saudade, quella smaliziata malinconia che rimanda alla storia del loro Brasile. L’album si apre con ‘Qui nem Gilò‘, divertente pezzo samba che vede il contributo di Arto Lindsay (cantante e chitarrista americano che ha ripreso la lezione del tropicalismo brasiliano degli anni ’70 per dar vita ad un suono moderno e sofisticato). Difficile restare immobili mentre si ascolta il brano, più semplice lasciarsi andare alle suggestioni dell\’America del Sud, ritrovandosi a battere le mani a ritmo di samba. Si passa poi al primo pezzo cantato in italiano, \’Un ricordo per me\’, timido racconto di una separazione; a seguire ‘Piccola sbronza‘, brano in cui si aggiungono la voce di Dente e i suoi racconti dolci-amari (anche se il risultato è troppo di maniera per convincere davvero). Si devia verso un pop più internazionale (e modaiolo) con ‘Across the sea‘, brano cantato in inglese: questo stile si conferma anche in ‘Ghost song‘ e in ‘Vado via‘ (chiaro il riferimento, qui, ai Vampire Weekend e a quel tipo di indie rock). Canzoni in cui la semplicità  diventa un valore aggiunto, fatte strizzando l’occhio all’estate che prima o poi arriverà . Si torna a rallentare in ‘Un passato al futuro‘, in cui quel misto di nostalgia e malinconia che è proprio la saudade emerge nella maniera più chiara di tutto l’album. Si termina con ‘Eu nasci no meio de um monte de gente‘, divertente miscuglio di lingue, stili e influenze diverse.

VELOCITÀ: A decidere la velocità  di ‘Saudade‘ sono le diverse influenze del gruppo: dove prevalgono i ritmi tropicali ci si scopre a muovere mani piedi ed anche a ritmo di samba, quando a prevalere è la malinconia la musica asseconda i racconti, aiutandoci a capire che siamo come farina in un sacco bucato (da ‘Eu nasci no meio de um monte de gente‘).
Non sarà  forse un album memorabile, ma ha il pregio di scivolare via velocemente e di regalare più di un brano da fischiettare in giro, offrendo un buonumore che profuma d’estate.

IL TESTO: “Hai più di due motivi per odiarmi, uno nel presente l’altro no / Fa la cortesia di ricordarti, o almeno non lasciarmi solo qui / con tutto ciò che non faremo mai.” da ‘Un passato al futuro

LA DICHIARAZIONE: “ Noi siamo persone tranquille, allegre. Facciamo la stessa fatica che fanno tutti, ma abbiamo un modo diverso di approcciarci alla gente e alla vita. Stiamo bene e questo è tradotto in una musica leggera, che spesso nell’indie italiano viene presa come una parolaccia.” da un’intervista su Rockit.

UN ASSAGGIO \’Piccola sbronza [feat. Dente]\’

IL SITO: seltonmusic.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.