Adriano Viterbini – Goldfoil

GENERE: delta-blues, blues.

PROTAGONISTI: Adriano Viterbini (chitarra) Alessandro Cortini (Nine Inch Nails – collabora solo per la traccia ‘New Revolution of the Innocents’)

SEGNI PARTICOLARI: primo album da solista per Adriano Viterbini, più conosciuto come membro dei Bud Spencer Blues Explosion (assieme al batterista Cesare Petulicchio), questâ’ultima band che dopo un lunghissimo tour di quasi due anni si è del tutto affermata in Italia come solida realtà , fornendo prestazioni formidabili a suon di rock spumeggiante a tratti accompagnato da un blues tra i più puri in circolazione.

INGREDIENTI: chi ha visto qualche live dei Bud Spencer Blues Explosion probabilmente si sarebbe aspettato, prima o poi, questo tipo di lavoro da parte di Adriano. Lunghe interruzioni durante quegli assoli incredibili o quei riff educati ne erano il segnale: semplicemente si fermava, da solo con la sua chitarra, nel mezzo del silenzio, a rievocare, tramite una tecnica navigata nel genere e uno slide da brividi (lui stesso afferma di essersi ispirato al grande Blind Willie Johnson per tal tecnica), le più profonde note che un secolo o più fa uscivano cantate dagli stenti degli afroamericani schiavi lungo il corso del delta del fiume Mississippi. Questo album è proprio questo: un album puramente strumentale di delta-blues, di chitarra autentica e nuda.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Un album di sola chitarra blues abbiamo detto. Nel 2013, per di più. In un panorama musicale sempre più vario e con unâ’ancor più ampia gamma di richieste/esigenze che, ahimè, si spingono sempre più verso il lato commerciale della musica, questo disco sembra un tentativo quantomeno azzardato. Aggiungiamoci la profonda ricerca dellâ’essenza primitiva dello strumento, e quindi della crudità  del suono ‘blues’, e ci ritroviamo davanti a qualcosa di unico nel suo genere. Viterbini però è a conoscenza di tutto questo: non ha paura di lanciarsi a capofitto in questa esplorazione musicale quasi secolare che, grazie anche alla sua tecnica sopraffina, trasmette tutta la passione che lâ’artista stesso ha messo in tutto il suo lavoro dopo anni ed anni di ascolti di leggende come Robert Johnson (‘Style-O-Blues‘ presenta dei tratti tipici di RJ), o di chitarristi affermati come RY Cooder (la cui ‘Dark was the night, cold was the groundâ’ era già  stata coverata dai BSBE nel live EP del 2011 ‘A Fuoco Lento’).
Tra le tante tracce, spicca soprattutto la resa della dolcezza di ‘Immaculate Conception‘ o dei pensierosi accordi di ‘Kensington Blues‘, del ritmo di ‘Blue Man‘ (traccia che si discosta dal vero e proprio blues con la B maiuscola seguendo invece, a detta di Adriano, melodie tuareg) o di un pezzo altamente emotivo come ‘Vigilante Man‘.
Impreziosiscono sicuramente il piccolo-grande album del ‘bluesmanâ’ (se ancora ne esistono – il termine forse è un po’ troppo profondo) più eclettico e talentuoso d’Italia.

VELOCITÀ: alternata, godevole. L’album scorre molto bene e, soprattutto per i più appassionati del genere, è un continuo di emozioni.

IL TESTO: album strumentale, nessun testo.

LA DICHIARAZIONE: \”No Name Blues è un blues saltellante, per andare giù al delta, tra un mare di cotone e di storie.\”

UN ASSAGGIO: \’Kensington Blues\’

IL SITO: adrianoviterbini.it

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