Revo Fever – Più Forte
GENERE: rock.
PROTAGONISTI: i Revo Fever sono: Costantino Orlando (basso e cori), Aligi Nocerino (voce e chitarra), Edoardo Bassi (chitarra), Mauro Forester (batteria e cori).
SEGNI PARTICOLARI: pur non facendo parte dello squadrone “Magnolia e dintorni”, che ha partorito i vari orsi, officine e compagnia, i Revo Fever sono una band che è riuscita a costruirsi una piccola ma solida reputazione all’interno della scena indie milanese, grazie a live-set incendiari e a un’attitudine mai schiava di questa o quest’altra moda. Hanno iniziato giovanissimi e questo primo full-lenght autoprodotto rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ormai si avvicina a essere decennale.
INGREDIENTI: maturati sui peggiori palchi di Milano e periferia, i Revo hanno un sound esplosivo, fatto di cambi di tempo, ritmiche serrate (e incredibilmente ballabili: certi riff ricordano un po’ i migliori Franz Ferdinand), muri di chitarre un po’ Queens of the Stone Age, un po’ Verdena, che di tanto in tanto si diradano lasciando spazi a momenti più dilatati e quasi in odor di psichedelia. In tutto questo miscuglio post-grunge, i nostri ci infilano ritornelli e melodie sfacciatamente pop: l’hard-rock dei Revo è sìhard-rock da pogo, sudore e botte; ma è anche da cantare a squarciagola da sotto il palco, possibilmente con più di una birra in corpo.
DENSITA’ DI QUALITA’ : per quanto giovani (classe ’91 o giù di lì), i Revo Fever suonano quasi da dieci anni e questo, decisamente, si sente: stacchi perfetti, arrangiamenti esplosivi; il feeling generale è quello della band consumata e ricca d’esperienza ed è davvero difficile trovare qualcuno che suoni meglio e sopratutto con questa convinzione. Le canzoni si sviluppano su strutture che strizzano l’occhio all’indie-rock italiano degli ultimi anni, ma che sanno deviare sapientemente, dando vita a momenti di gloriosa psichedelia hard (tipo la quasi-coda farcita di riverberi e delay di ‘Tutti i santi giorni‘), dove meno te l’aspetti. Grazie alla sua varietà di suoni e soluzioni stilistiche, ‘Più forte’ si ascolta con piacere e diverte molto, e la capacità dei Revo di non prendersi mai troppo sul serio e di saper mescolare il riffone sabbathiano al coretto da top of the pops senza soluzione di continuità , non fa che contribuire a un risultato finale di ottimo livello.
L’unica nota stonata di questo bell’esordio sta nei testi, a volte un po’ troppo farciti di luoghi comuni per essere convincenti (tipo ad esempio in ‘Non chiedermi come sto‘, forse il pezzo meno riuscito del disco) e che, in alcuni passaggi, si incastrano un po’ malaccio con la musica sottostante. A onor del vero, però, va anche detto che i testi dei Revo non hanno certo il bisogno di ricercare grandi picchi letterari: quella di ‘Più forte’ è musica energica, fisica, che ti fa venir voglia di ballare. I versi semplici e diretti, cantati dalla voce stridula di Aligi passano il compito senza poi troppi problemi, riuscendo, alle volte, a essere pure simpatici, come nell’autoironica ‘Ho finito la benzina‘.
VELOCITA’ : spinge sull’acceleratore dall’inizio alla fine e infrange parecchi limiti di velocità .
IL TESTO: “credi che non sia rock n roll farsi di caffeina/non è poi così male farsi qualche altra roba” da ‘Butta giù‘.
LA DICHIARAZIONE: “Ai concerti dei Revo ci si prende bene o ci si fa male” – Costantino (basso), varie volte dal palco.
UN ASSAGGIO: ‘Tutti I Santi Giorni’
IL SITO: Revo Fever – Bandcamp

