Adele e il Mare – Origami
PROTAGONISTI: Davide Giusto (batteria, percussioni e voce), Simone Sproccati (chitarra e voce), Fabio Pellegrini (basso e voce)
SEGNI PARTICOLARI: Adele e il Mare è un progetto nato come one man band da Simone Sproccati (chitarra e voce). Simone registra un demo acustico Stanze Vuote che non viene, però, mai pubblicato. Da queste canzoni incompiute nascono gli Adele e il Mare, con l’aggiunta in formazione di Davide Carta alle percussioni e Fabio Pellegrini al basso. ‘Origami’ è il loro primo lavoro in studio. La produzione del disco è stata curata dalla band stessa (Sproccati gestisce uno studio di registrazione e ha prodotto, fra gli altri, il bell’esordio de Il Rumore della Tregua)
INGREDIENTI: Origami è un disco pop, in cui ritroviamo molte soluzioni stilistiche riconducibili all’indie-rock italiano degli ultimi anni. Influenze di band come Verdena (‘L’involontario sogno di Enea‘ sembra uscito dalle session di ‘Wow’) o L’orso, fanno spesso capolino nelle 5 canzoni di questo Ep. Influenze stilisticamente ingombranti, che a tratti soffocano la personalità della band, che fatica ad emergere.
DENSITA’ DI QUALITA’: le 5 canzoni di Origami sono canzoni pop e easy-listening, composte con discreta maturità e suonate decisamente bene. Gli arrangiamenti complessi e ricercati (ascoltare i fiati della opening track, ‘L’assenza‘) e la produzione estremamente curata, riescono a dar vita a dei bei momenti musicali, a canzoni piacevoli e che non indugiano in esperimenti sonori fini a sé stessi, ma che percorrono con decisione i territori già ben esplorati del nuovo cantautorato italiano. Un disco senza tante pretese, ma che funziona a dovere, almeno dal punto di vista musicale. Proprio questa sua perfezione formale però, (che si manifesta nella piena e consapevole adesione ai canoni stilistici del genere) è anche il più grande limite di questo ‘Origami’. Dall’inizio alla fine, ogni canzone ha un andamento prevedibile (‘L’involontario sogno di Enea‘ sembra davvero un pezzo di ‘Wow’ dei Verdena, con tanto di piano saturato e cori a-là Beach Boys nel finale), che conferisce ad alcune canzoni del disco uno spiacevole retrogusto di “già sentito”. Niente di drammatico, intendiamoci: per essere un esordio è sicuramente ben congegnato, ma difficilmente lo riascolterete più di un paio di volte.
Altra nota dolente sono i testi, che pur cercando di esplorare temi delicati e potenzialmente interessanti, come l’abbandono e la solitudine, indugiano troppo spesso in un patetismo (e in una piattezza lessicale ed espressiva un po’ eccessiva) che strizza l’occhio ai vizi peggiori del pop italiano proveniente da quella scuola che ha partorito Negramaro, Modà e compagnia cantante. In sintesi, Origami è un disco un po’ così: piaciucchia ai primi ascolti, ma si dimentica in fretta, passa via senza lasciare il segno. Per essere un esordio, tuttavia, questo disco presenta soluzioni stilistiche e arrangiamenti che dimostrano una certa maturità compositiva e una notevole perizia tecnica; speriamo, quindi, che il tempo e l’esperienza possano giovare a questi ragazzi, che sono senza dubbio capaci di scrivere canzoni più incisive di queste.
VELOCITA’: 5 brani medio-lunghi, per una durata complessiva di 20 minuti. Il primo ascolto passa via veloce e non annoia.
IL TESTO: ‘è una stremante corsa/senza mai spostarsi nella mente/per ogni passo avanti/farne almeno due indietro/e non rialzarsi mai‘ da ‘Novembre‘
LA DICHIARAZIONE: ‘Adele e il Mare è una storia. Raccontata dalla fine‘ dalla biografia sulla pagina di Rockit.it
UN ASSAGGIO ‘La pioggia è finita’
IL SITO: adeleeilmare.it

