Old Fashioned Lover Boy – Our Life Will Be Made Of Simple Things
GENERE: dream pop, songwriting.
PROTAGONISTI: dietro al moniker Old Fashioned Lover Boy c’è Alessandro Panzeri, che ha realizzato questo disco con Marco Giudici (Assyrians, Any Other).
SEGNI PARTICOLARI::secondo album per il musicista campano, a un anno e mezzo dal debutto The Iceberg Theory, che è stato promosso con oltre 100 concerti in giro per l’Italia.
INGREDIENTI: rispetto al debutto, vengono mantenuti lo stile melodico rotondo e il carattere morbido e sognante, con diverse novità. Innanzitutto, il suono non è più etereo e mostra una cura per i dettagli molto superiore, con armonie e sovrapposizioni che prima erano quasi abbozzate, mentre ora risultano ben strutturate e definite. Il timbro vocale si adegua e porta con sé più decisione e più varietà espressiva. Infine, il ventaglio stilistico è più ampio, e si passa da momenti vicini al cantautorato tradizionale (Carry On ricorda molto da vicino Terje Nordgarden), ad altri con sonorità più moderne e articolate (l’ormai noto singolo Oh My Love).
DENSITÀ DI QUALITÀ: se con il primo disco di poteva parlare di Old Fashioned Lover Boy come di un artista promettente, ora questo musicista ha già ottenuto lo status di solida realtà. La qualità melodica del songwriting di Panzeri è sempre più fuori discussione e il pregio maggiore del lavoro svolto assieme a Giudici è stato quello di associare a ogni canzone un sound non convenzionale e allo stesso tempo perfettamente in grado di dare allo scheletro del brano un qualcosa in più. Prendiamo ad esempio Escape, nella quale la melodia e l’arrangiamento sono intenzionalmente sfasati quel tanto che basta da creare il giusto abbinamento “per contrasto”, e la successiva So Far So Close, dove invece la parte musicale si basa su un arpeggio di chitarra lineare e perfettamente in sincrono con la melodia vocale: questi sono i due perfetti esempi di come le scelte in fase di produzione siano sempre state le più adatte, e che non si è voluto proporre a priori qualcosa di audace oppure di semplice, ma si è fatto uno studio approfondito su cosa sarebbe stato ogni volta più funzionale alla valorizzazione della canzone. Ogni episodio ha almeno uno spunto di interesse, un’idea che lo rende brillante: oltre a quelli già fatti, altri esempi possono essere la saturazione armonica che prima nasconde e poi libera il crescendo sonoro in Macca, o il tappeto ritmico molto dinamico accoppiato a una struttura complessiva di stampo tradizionale in Muddy Shoes. Questo è un disco che probabilmente sarà in grado sia di colpire immediatamente l’ascoltatore, che di fargli scoprire a ogni successivo passaggio una sfumatura che finora si era nascosta; per questo, difficilmente uscirà dalla rotazione degli ascolti una volta che ci entrerà.
VELOCITÀ: bassa o medio bassa
IL TESTO: “Open your arms and soon I’ll b back to you” da Oh My Love.
LA DICHIARAZIONE: “L’obiettivo del disco è stato quello di preservare la componente folk dello stile OFLB, valorizzandone e arricchendone le sfumature emozionali con sonorità meno canoniche che in passato”.



