NIURA: neri come la lava di Sicilia
Abbiamo ampiamente accolto l’antepriam degli Amennula – leggi qui – e ora torniamo da Daniele Grasso e dalla sua DCave Records. Da questa parti non si compra speranza… e forse si deve arrivare alla fine di questo breve quanto apocalittico ascolto per ritrovare appigli col presente rock, industriale, con cellule ricorsive che significano anche psichedelia in gioco. Basso e chitarre elettriche di ferro e di ruggine e di sabbia sono al centro del DNA di un brano come “Peri ‘i chiummu”, ultima delle 4 tracce di “Camìna” un Ep a firma dei NIURA band che vive probabilmente ai piedi dell’Etna.

Quel fare “salentino” di pizziche e tamburelli, quel duro braccio di ferro con il ferro (appunto) del blues che sembra di tornare dentro le più moderne storie dei The Record Company. Ma Anche quel modo di cantare che ha nel sangue la potenza liturgica delle litanie e dei gridi di dolore e/o di resistenza come dentro l’apertura di “Nìura” che nel suo sottobosco sfoggia anche del progressioni turche niente male. E da una territorialità spietata ad evocazioni più pop, meno ardite come dentro “Chista è” e poi nella successiva e già citata traccia finale: il rock si ammorbidisce e i modi tornano (quasi) ordinari. Ma giusto come sensazione…



