Melampus-N° 7

GENERE: minimal-wave

PROTAGONISTI: Francesca Pizzo (guitar, keybords, vocals) – Angelo Casarrubbia (drums, loops).

SEGNI PARTICOLARI: secondo lavoro del duo sotto il moniker, a poco più di un anno di distanza dal ben accolto ‘Ode Road’ (fine 2012). Registrato presso gli studi del Locomotiv Club di Bologna da Giovanni Garoia e Lorenzo Ori, già  al lavoro con Massimo Volume e …A Toys Orchestra (Enzo Moretto e Ilaria D’Angelis partecipano come special guest all’album).

INGREDIENTI: il primo aspetto da cogliere nel successore di ‘Ode Road’ è la concretezza. Ci si allontana da quelle forme eteree che caratterizzavano i Melampus prima maniera e ci si trova a confrontarsi con un album più denso e tangibile. Gli arrangiamenti minimali danno ancora più forza alle scelte compiute sul fronte della scrittura, ponendo in evidenza pochi ma vitali elementi. La traccia d’apertura ‘Warehouse‘ esprime, meglio delle parole, il concetto: rarefatte pennellate di chitarra a scandire il tempo, la voce della Pizzo a ricoprire il ruolo di gran cerimoniere.

La liturgia Melampus si ripete più volte (‘Hungry‘, ‘Rob‘) , ma la componente evocativa resta sempre alta e non permette all’ascoltatore di abbassare mai la guardia. Più interessante ancora quando i Melampus decidono di calvalcare e non di subire l’onda minimal-rock (‘7 Stones‘), variando sul tema con loop elettronici e batteria stringatissima. ‘While We Float‘ è la reminescenza più tangibile del recente passato dei Melampus, con una melodia che si dilata ben oltre la media delle restanti canzoni nel disco e, così come suggerisce il titolo, permette di galleggiare sospesi sulla sognante coda del brano. Un episodio isolato che si incastra bene nella totalità  di ‘N° 7’

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘N° 7′ non è un disco facilissimo. E’ un disco ben riuscito è vero, ma non è accessibile comunque a tutti. A prescindere dal gusto personale, occorre una certa predisposizione all’ascolto per apprezzarlo nella sua totalità  e non liquidarlo dopo poche tracce come l’ennesimo tentativo di scimmiottamento di qualche band estera. Sì perché i Melampus all’estero potrebbero starci tranquillamente, come sonorità  e credibilità  del prodotto (è una brutta parola per un disco, lo sappiamo n.d.a.), confrontandosi con altre realtà  di rilievo del genere. Infatti, mentre i Melampus veleggiano ormai agevolmente nel panorama underground italiano e ‘N° 7’ li conferma come una certezza tricolor, rispetto a certi nomi di riferimento esteri – che troverete alcune righe sotto – manca ancora quel quid (dato magari da un brano piuttosto che da un’estetica maggiormente definita) che possa permettere loro di collocarsi in pianta stabile fra i migliori del genere.

VELOCITA’: ponderata

IL TESTO: “Every time you meet someone/ and let him get inside/ finally a place for you/ before his left behind“ da ‘Warehouse

LA DICHIARAZIONE: “Dai Low e dai Mazzy Star passando per i Bauhaus ed i Dead Can Dance nasce il mondo Melampus che si propone, grazie alle sue sonorità  internazionali, come convincente alternativa alle odierne produzioni del panorama musicale nostrano.“ dal comunicato stampa

UN ASSAGGIO ‘Warehouse’

IL SITO: Facebook – Melampus

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