Mahmood – Gioventù Bruciata

ANNO: 2019

ETICHETTA: Universal

PROTAGONISTI: Alessandro “Mahmood” Mahmoud, da Gratosoglio, periferia Sud di Milano. Oltre ai feat di Fabri Fibra e Gué Pequeno a questo disco hanno lavorato nomi meno conosciuti dal grande pubblico, ma altrettanto famosi per gli addetti ai lavori: Charlie Charles e Dario Faini, tra gli altri, si sono occupati di suoni e composizioni.

INGREDIENTI: Gioventù Bruciata è il primo disco di Alessandro Mahmoud, uscito il 22 febbraio, a pochi giorni dalla sua schiacciante vittoria a Sanremo. Primo al festival, primo nelle classifiche, primo tra gli streaming, primo anche tra le simpatie del pubblico: un successo travolgente di un artista che pochi giorni prima di andare in Liguria per il concorso canoro si è esibito a Milano davanti a un pubblico di intenditori che lo conoscevano grazie al passaparola. Di sicuro da ora in poi la dimensione intima del concerto milanese sarà solo un ricordo. Questo album è una versione ampliata dell’EP di 7 brani già edito nel settembre 2018, arricchito con 4 canzoni inedite: la versione di Soldi con il feat. di Guè Pequeno, Il Nilo del Naviglio, Remo e Sabbie Mobili. Per identificare la musica di Mamhood si sono fatti tanti nomi, Frank Ocean il più inflazionato. Mi piacerebbe aggiungere per la malinconia che percepisco e per il rimando a atmosfere esotiche quello degli Amor Fou e di Alessandro Raina e mi piace sognare e vedere in Mai figlio Unico un accenno a Rino Gaetano e la sua Mio fratello è figlio unico.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Le canzoni di Mahmood hanno il potere di attaccarsi addosso con la leggerezza dei tormentoni estivi, ma con la qualità della musica d’autore. Il disco, seppure l’immagine complessiva della tracklist si sia formata come in un puzzle pezzo dopo pezzo, ha una coerenza di fondo: Mahmood ci parla della quotidianità, dell’amore, della famiglia, di Milano, perfino di Rihanna e del sushi, raccontandoci una generazione, quella di chi ha tra i 20 e i 30 anni, che vive confrontandosi con un mondo che ancora si interroga a suon di semplici “come va?” quando servirebbero domande più complesse.Milano Good Vibes” e Uramaki sono perfetti per sfondare in radio, altri pezzi come Il Nilo sul Naviglio sono più riflessivi, ma non per questo meno magnetici. Gioventù Bruciata è un album che fotografa una generazione con beat eleganti, testi poetici, accenni internazionali. Strizza l’occhio al passato, già dal titolo che è un rimando al film con James Dean che ha appassionato la generazione dei nostri genitori, ma è attuale, contemporaneo, rivolto al futuro. Può piacere a tutti. Mentre scrivo questa recensione Mahmood è da Mara Venier su Rai1 e questa è la conferma definitiva: Alessandro piace a tutti, anche alle zie.

Seguici!
error
Un album che fotografa una generazione con beat eleganti, testi poetici, accenni internazionali.
  • 7.5/10
    Voto - 7.5/10
7.5/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *