Plasma expander – Live3

GENERE: avant-rock, experimental-noise.

PROTAGONISTI: Fabio Cerina alla chitarra, Andrea Sidda alla batteria e Corrado Loi al basso, al synths e ai samples.

SEGNI PARTICOLARI: tornano i sardi Plasma Expander a distanza di quasi un anno dalla pubblicazione di Cube, loro ultima fatica discografica che li ha visti girovagare freneticamente tra Spagna e Italia nel periodo tra aprile e giugno dello scorso anno. La loro discografia precedente prevede tre album pubblicati da un collettivo di etichette indipendenti, esattamente come in questo caso (Plasma Expander é del 2007, Kimidanzeigen é del 2010 e il già citato Cube é del 2013). La band ritorna, tra l’altro, con due uscite parallele: oltre a Live3, verrà pubblicato tra qualche mese un album di remix di Otra Vez che vanta interventi di personaggi del calibro di Barry London degli Oneida, ZA!, Simon Balestrazzi, Luca Ciffo dei Fuzz Orchestra, Mattia Coletti, Claudio PRC e Hubble.

INGREDIENTI: é un disco che rende pienamente giustizia alla qualità dei suoni della band, appare come un semplice album di appena mezz’ora composto da cinque brani che, in realtà , sono dei pugni allo stomaco per la forza che le caratterizza. I brani di Live3 sono stati registrati in studio nonostante quello che suggerisce il titolo dell’album, é un insieme di pezzi già presenti nei precedenti lavori discografici della band riediti al fine di evocare l’essenza vera e propria del gruppo. A ‘Beacon‘ é affidato il compito di dare l’idea di cosa aspetta a chi ascolta, una versione trasfigurata ed allungata rispetto all’originale, mentre con ‘Hands In Your Guts‘, un brano in cui i giri di basso di Loi perfettamente si intersecano con le chitarre cattive di Cerina trascinando in un vortice senza pietà , si coglie appieno quello che si deve cogliere. Si procede con ‘Why Not?‘, canzone caratterizzata dalla presenza di nuovi arrangiamenti e nuovi strumenti, per poi giungere a ‘Explorer l’unico brano ridotto in lunghezza (da otto minuti dell’originale si passa a neanche sette) ma certamente non in autorità , la matrice psichedelica presente nell’originale viene meno lasciando spazio ancora una volta a suoni molto più strumentali e violenti. L’unico inedito é ‘Otra Vez‘ che chiude il disco (che come già detto sarà oggetto di una serie di remix nel loro prossimo lavoro), quest’ultimo ha molto in comune, volendo fare un paragone, con gli Shellac di Albini, ha quel ritmo sostenuto e monotono che tanto piace agli amanti del genere.

DENSITA’ DI QUALITA’: tanti, nel complesso musicale italiano del giorno d’oggi, sono gli esempi di musicisti che meritano seriamente di essere conosciuti e divulgati; pochi, però, sono quelli che, oltretutto, dal vivo hanno quella marcia in più che li rende ineguagliabili. I Plasma Expander hanno tutte le carte in regola per essere adorati sia in un caso che nell’altro, questo live-nonlive richiama le potenzialità delle loro esibizioni ed esprime al meglio la loro creatività a dir poco caleidoscopica. Dire che ci troviamo di fronte ad un disco maturo e che trasuda energia é un eufemismo, questi cinque brani che lo compongono sono saturi degli ingredienti necessari per promuovere a pieni voti il trio sardo (non dimenticando che ognuno di essi é stato registrato esattamente così come viene ascoltato, non ci sono state sovrapposizioni di altri strumenti né alterazioni o modifiche varie, é avvenuto tutto all’insegna del “buonalaprima”). Un album che va ascoltato e riascoltato nella sua interezza per capire che non stanca, brano per brano si ripercorre ogni step della musica al limite tra la psichedelia e veemenza del noise che accomunano le migliori realtà mai proposte.

VELOCITA’: né troppo lenta né troppo veloce, velocità media e vigorosa.

IL TESTO: il disco é completamente e deliziosamente strumentale.

LA DICHIARAZIONE: introvabile.

UN ASSAGGIO: Hands In Your Guts

IL SITO: plasmaexpander.net

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